Spazio

Soyuz MS-14: riuscito il secondo tentativo di attracco

Dopo il fallito aggancio tra la capsula cargo senza pilota e la stazione spaziale del 24 agosto, gli astronauti hanno liberato un nuovo "parcheggio" per la navicella e completato finalmente con successo la manovra di docking.

27 agosto 2019: aggiornamento. La Soyuz MS-14 è ora correttamente agganciata alla Stazione Spaziale Internazionale: alle 5:08 ore italiane del mattino di martedì 27 agosto, mentre la ISS orbitava a 402 km sopra alla Mongolia orientale, la navicella russa si è agganciata automaticamente al modulo Zvezda, dove rimarrà per un paio di settimane. Potrà così consegnare all'equipaggio dell'Expedition 60 il suo carico di provviste e l'astronauta robot Fedor.

È stata una chiusura di weekend movimentata sulla ISS: l'astronauta italiano dell'ESA Luca Parmitano e i colleghi Alexander Skvortsov di Roscosmos e Andrew Morgan della NASA hanno cambiato "molo di attracco" alla Soyuz MS-13, spostandola dal modulo Zvezda, a cui era agganciata, al modulo Poisk. La manovra, che è stata interamente eseguita in modalità manuale, è durata 24 minuti ed è stata completata con successo alle 5:59 del mattino di lunedì 26 agosto, ora italiana.

Skvortsov ha pilotato la capsula dall'interno, allontanandosi di 38 metri dalla Stazione spaziale prima di effettuare una rotazione e dirigersi verso il nuovo attracco.

Facciamo spazio. L'operazione si è resa necessaria per liberare un portellone per un'altra navicella, la nuova arrivata Soyuz MS-14, che aveva fallito l'aggancio alla ISS il 24 agosto e si trova per ora in una traiettoria sicura, dietro e sopra la nostra base orbitante.

La Soyuz MS-14, un cargo senza equipaggio, avrebbe dovuto agganciarsi al modulo Poisk, ma la manovra di docking sarebbe fallita per un malfunzionamento del sistema di rendezvous automatico KURS situato all'esterno del portellone. Il problema sarebbe sorto, quindi, "lato-ISS" e non riguarderebbe la capsula. Se sulla Soyuz MS-14 fosse stato presente un astronauta, si sarebbe potuto procedere con un attracco manuale.

FEDOR, il robot vagamente antropomorfo di Roscosmos
L'umanoide di Roscosmos FEDOR è solo fintamente ai comandi della Soyuz MS-14: le manovre di docking dovrebbero funzionare in automatico. © Roscosmos

Nessun piano B. Ma l'unico occupante della navicella è il robot astronauta Fedor, pensato per misurare gli effetti del lancio con il nuovo razzo Soyuz 2.1a e la sua compatibilità con la navicella: diversamente da quanto riportato da alcuni giornali, Fedor non ha alcuna abilità da pilota. Da qui la necessità di spostare a mano l'altra Soyuz (quella che Luca Parmitano e colleghi hanno usato per arrivare sulla ISS il 20 luglio 2019) fino alla porta "difettosa", e ritentare la manovra automatica sul modulo Zvezda.

Evento raro. Il nuovo tentativo di docking dovrebbe avvenire alle 5:12 ora italiana del mattino di martedì 27 agosto. L'ultimo "scambio di portellone" risale al 2015: allora gli astronauti Gennady Padalka, Mikhail Kornienko e Scott Kelly pilotarono una Soyuz TMA-16M dal modulo Poisk allo Zvezda (il percorso inverso rispetto ad ora).

Se il secondo docking andrà a buon fine, la Soyuz MS-14 potrà consegnare il suo carico di 658 chili di cibo e provviste, oltre a Fedor, che dovrebbe compiere altri test sulla base spaziale prima di rientrare sulla Terra, a settembre.

26 agosto 2019 Elisabetta Intini
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