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Philae, gli ultimi aggiornamenti dall'ESA

Philae, la sonda dell'Esa atterrata sulla cometa è pericolosamente in ombra, in equilibrio precario ma in costante contatto con Rosetta: il doppio rimbalzo ha creato al lander qualche difficoltà, ma la missione rimane un successo.

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L'immagine più ravvicinata del lander durante la discesa, scattata da una delle telecamere di Rosetta. | ESA

In equilibrio precario e a corto di batterie, ma al lavoro e in grado di trasmettere dati: sono queste le condizioni di Philae secondo quanto emerge dall'ultima conferenza stampa dell'ESA da Darmstadt, in Germania, appena terminata.

 

in ombra. La telecamera CIVA del lander ha inviato in tutto sei foto: due sono state integrate per dare l'immagine che abbiamo pubblicato stamattina (vedi fotogallery qui sotto), le altre quattro sono state presentate solo ora. In una si vede chiaramente che il lander si trova in prossimità (la distanza non è nota) di un rilievo che lo lascia in ombra e impedisce di ricaricare i pannelli solari.

 

Poca carica. I pannelli non hanno subito guasti meccanici, ma il lander riceve molta meno luce del previsto: i tecnici contavano su 6-7 ore di luce ogni 24 ore, ma al momento è illuminato solo per 3 ore al giorno. Questo rende il risparmio di energia una priorità stringente. Philae può funzionare in autonomia per 60 ore, poi deve contare sulla luce solare.

 

Gli esperimenti di Philae e la scienza della missione del lander

 

i prossimi passi. Con così poco tempo a disposizione, si esclude di provare di nuovo a sparare gli arpioni, o di iniziare a scavare. Ogni piccolo movimento potrebbe mettere a rischio la stabilità del lander, che giace con uno dei tre arti robotici sollevato verso lo spazio aperto, e gli altri due sulla superficie. Meglio investire il tempo a disposizione per raccolte dati in modo meno rischioso, anche se scavare rimane una priorità. Se Philae esaurisse le batterie, potrebbe rimanere inattivo a lungo, e - forse - riguadagnare energia mano a mano che la cometa si avvicina al Sole. Ma nessuno può dirlo con certezza.

 

In rosa, il punto dove Philae sarebbe dovuto atterrare. In blu, l'area dove probabilmente si trova. | ESA

Come è finito lì? Dall'ESA confermano che il lander ha compiuto due rimbalzi, risalendo la prima volta per circa un chilometro, e ricadendo al suolo un paio di ore dopo. La portata del primo rimbalzo è apparsa del tutto inaspettata: il lander era atterrato nel luogo ideale, a 100 metri da dove previsto, ma è stato poi scaraventato dove si trova ora (la distanza dal sito d'atterraggio previsto non è nota, e si sta lavorando per identificare il sito preciso di atterraggio). Fortunatamente, le sue antenne rimangono puntate verso Rosetta, un fatto che facilita notevolmente le comunicazioni.

 

Sorvegliata speciale. Sulla consistenza della cometa ancora non ci si esprime. Sicuramente quello che ha rispedito in lander indietro per un chilometro è un materiale molto resistente. Ma altre aree potrebbero essere soffici, o polverose come appaiono nelle prime foto di CIVA. Indipendentemente dalla sorte cui andrà incontro Philae, quello di ieri è stato - ricordano dall'ESA - un successo insperato. Un duro, decennale lavoro, condito da una buona dose di fortuna.

 

13 novembre 2014 | Elisabetta Intini