Una nuova visione degli anelli di Saturno

Cominciano ad arrivare i primi studi sui dati inviati a Terra dalla sonda Cassini e, com'era previsto, le sorprese non mancano.

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Illustrazione: la sonda Cassini tra Saturno e i suoi anelli. | Nasa

Nei giorni precedenti la fine della sua lunga esplorazione nel sistema di Saturno, a sonda Cassini ha inviato a Terra un gran numero di dati tuttora al vaglio degli scienziati. Alcuni studi preliminari sono stati presentati nel corso dell'annuale meeting dell’American Astronomical Society Division for Planetary Science (15-20 ottobre 2017): in particolare quelli sugli anelli di Saturno, che sono stati osservati da distanza ravvicinata durante gli ultimi passaggi radenti, quando la sonda transitava tra l'atmosfera esterna e gli anelli più vicini.

 

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Una delle sei perturbazioni degli anelli, chiamate "eliche". |

Un gruppo di ricerca si è soffermato su quelle formazioni degli anelli chiamate eliche: si tratta di sbuffi delle particelle che compongono gli anelli, creati da piccoli satelliti, alcuni tanto piccoli da essere invisibili, che producono però delle perturbazioni nel piano degli anelli stessi.

 

Matt Tiscareno (SETI Institute) ritiene che Cassini sia riuscita a fotografare tutte le eliche, e da una distanza estremamente ravvicinata: sarebbero in totale sei, chiamate con i nomi di aviatori che hanno fatto la storia: Blériot, Earhart, Santos-Dumont, Sikorsky, Post e Quimby. Le immagini permetteranno di capire meglio come si formano e come sono alimentate.

 

Non si dissolvono! Una questione sempre molto interessante riguarda le forze che tengono uniti gli anelli di Saturno: per la maggior parte delle ipotesi correnti gli anelli dovrebbero dissolversi, e anche in tempi relativamente brevi. Dal momento che non succede deve esserci una “forza” che li tiene uniti. Si era ipotizzato che fossero le lune Mimas e Janus a creare le condizioni che tengono al loro posto i granuli di ghiaccio degli anelli denominati “B” e “A”.

 

Vedi: il magnifico viaggio della sonda Cassini. Nella foto: tutte le orbite della sonda attorno a Saturno. |

Sulla base dei nuovi dati giunti da Cassini, Radwan Tajeddine (Cornell University, New York) ha però elaborato un nuovo modello del sistema di Saturno, nel quale gli anelli sono tenuti sotto controllo dall'intera confederazione di lune, da Pan ad Atlas, da Prometeo a Pandora fino a Janus, Epimeteo e Mimas. A sostegno della nuova ipotesi ci sono le immagini ad alta risoluzione di Cassini che mostrano una serie di intricate onde negli anelli, che sarebbe il frutto dell’azione delle diverse lune.

 

Piove metano. Un elemento inaspettato emerso dai dati riversati a Terra dalla Cassini riguarda la caduta di materiale dagli anelli nell’atmosfera di Saturno: ci si aspettava che fosse ghiaccio, in quanto gli anelli sono composti per lo più d’acqua ghiacciata, ma si è scoperto che su Saturno “piove” anche una notevole quantità di metano, che non si riteneva così abbondante tra gli anelli. Ora però si dovrà trovare una spiegazione all'abbondanza di un gas così volatile tra gli anelli.

 

18 ottobre 2017 | Luigi Bignami