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Solar Orbiter: primi piani del Sole

Le immagini commentate che arrivano dalla missione Solar Orbiter, che si è avvicinata, e si avvicinerà, al Sole come nessuna sonda ha mai fatto prima.

Solar Orbiter: mappa magnetica del Sole
| Solar Orbiter/EUI Team; PHI Team/ESA & NASA

Il satellite Solar Orbiter è stato lanciato lo scorso 10 febbraio con l'obiettivo di studiare la superficie del Sole e i cambiamenti che avvengono nel vento solare. Nell'arco dei prossimi 7 anni (la durata prevista per la missione) la sonda si avvicinerà periodicamente al Sole come mai prima è stato possibile: alla fine del 2022 ci sarà il passaggio più ravvicinato, a 42 milioni di chilometri dal Sole, più vicino di Mercurio, il pianeta più interno del Sistema Solare.

 

Il primo incontro ravvicinato, da una distanza di 77 milioni di chilometri (la metà circa della distanza Terra-Sole), è avvenuto nelle scorse settimane e le immagine riprese dai dieci strumenti di bordo stanno iniziando ad arrivare.

 

Solar Orbiter: METIS, il coronografo

METIS è frutto di una collaborazione internazionale guidata dall'Istituto nazionale di astrofisica (INAF), realizzato da Thales Alenia Space per conto dell'Agenzia spaziale italiana (ASI), in consorzio con OHB Italia.

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Uno di questi strumenti, METIS, è un coronografo, cioè un dispositivo che permette di studiare la corona solare, in pratica l'atmosfera della nostra stella, eclissando artificialmente il disco del Sole, che con la sua luminosità renderebbe la corona invisibile.

 

L'orbita della sonda è molto ellittica e ogni sei mesi porterà la Solar Orbiter (SOLO) in prossimità del Sole: per cambiare traiettoriasfrutterà la gravità di Venere: il suo percorso verrà progressivamente inclinato, in modo da poter inquadrare anche i poli della nostra stella. Qui sotto alcune delle immagini più spettacolari che Solar Orbiter ha inviato a Terra in questi giorni.

 

Solar Orbiter: le molte facce del Sole
| Solar Orbiter/EUI Team; PHI Team/ESA & NASA

 

In questa immagine multipla, le foto in cui il Sole appare giallo sono riprese nell'ultravioletto e mostrano la parte interna della corona solare, che circonda il disco del Sole.Le immagini rossesono anch'esse riprese nell'ultravioletto, ma a una lunghezza d'onda diversa: in questo caso gli strumenti di Solar Orbiter hanno messo in evidenza la regione che si trova tra gli strati più bassi e quelli più alti della corona.L'immagine bianca, al centro della colonna di sinistra, è una mappa magnetica del Sole: qui spicca la zona in basso a destra, che corrisponde a una regione attiva,ben visibile anche nelle immagini precedenti.L'immagine in basso nella colonna di sinistra mostra invece la rotazione solare: la parte a sinistra, azzurra, è quella che ruota verso di noi, avvicinandosi, mentre quella a destra, rossa, è quella che si allontana.Infine, la foto al centro in basso è ripresa nella normale luce visibile e mostra che il disco del Sole è privo di macchie, perché si trova attualmente (e ormai da parecchio tempo) nella fase di minimo del suo ciclo di 11 anni (undecennale).

 

 

In questa animazione sono raccolte alcune delle prime immagini riprese dal Solar Orbiter da 77 milioni di chilometri di distanza dal Sole. Sono, al momento, le inquadrature più ravvicinate del Sole mai riprese. Mostrano nell'ultravioletto la corona solare, dove si raggiungono temperature di circa 1 milione di gradi. Queste immagini rivelano una moltitudine di anelli di gas e punti luminosi e scuri in perenne movimento. E anche una caratteristica onnipresente, scoperta proprio grazie a queste immagini: piccole eruzioni, sotto forma di puntini luminosi, che sono state chiamate falò. Potrebbero essere uno dei fattori che contribuiscono a innalzare la temperatura della corona e a innescare il vento solare. Il cerchio bianco appena visibile in basso a sinistra mostra le dimensioni della Terra, per avere un'idea dell'ampiezza della zona inquadrata.

 

Solar Orbiter: campfires, i falò
| Solar Orbiter/EUI Team (ESA & NASA); CSL, IAS, MPS, PMOD/WRC, ROB, UCL/MSSL

 

Alcuni falò sono mostrati in dettaglio in queste foto, indicati dalle frecce.

 

Solar Orbiter: la corona solare
| Solar Orbiter/Metis Team/ESA & NASA

 

La corona solare ripresa dallo strumento METIS: sono evidenti i due getti nelle regioni equatoriali del Sole, meno intensi nelle regioni polari, una caratteristica normale in un periodo di minima attività solare come questa.Il disco nero al centro copre il disco del Sole (il cui profilo è disegnato dal cerchio bianco) in modo da mettere in evidenza la corona, che, come si vede, arriva a una distanza di oltre 6 raggi solari, cioè 5 milioni di chilometri, dal centro della nostra stella.

 

 

Questo video dell'ESA riassume molte delle immagini riprese dai diversi strumenti di Solar Orbiter.

21 luglio 2020 | Gianluca Ranzini