Buon compleanno Skylab

42 anni fa partiva la prima e fino ad ora unica stazione spaziale degli USA. Ecco la sua storia fatta (anche) di incidenti, ragni, scioperi, ammutinamenti e un rientro non previsto.

skylablaunch-660x297skylabconceptskylabcutaway11-660x562skylab4_insidedentalexamarabella-skylabskylab3-approachdinnerskylab-4-undockingApprofondimenti
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IL DECOLLO. Dopo tanti anni di convivenza con la ISS, con astronauti che raggiungono la Stazione Spaziale in meno di 4 ore e tornano come noi prendiamo un treno, siamo portati a pensare che avere una base in orbita sia una cosa normale. Non è così. Oggetti come la ISS sono gioielli della tecnologia e la strada per arrivare a una stazione spaziale è stata costellata di tentativi, fallimenti e successi.

Una tappa fondamentale risale a 42 anni fa, il 14 maggio 1973, con il decollo della prima stazione spaziale statunitense. Si chiamava Skylab e fino al 1979 è stata la base spaziale più grande. Per il giorno successivo era programmato il lancio, del primo equipaggio della stazione, a bordo della capsula Apollo montata su di un razzo vettore del tipo Saturn IB. Tre equipaggi avrebbero partecipato alle missioni denominate ufficialmente Skylab 2, Skylab 3 e Skylab 4.

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QUALCOSA NON VA. La storia degli incidenti della Skylab inizia proprio alla partenza. Dopo poco più di 1 minuto dal lancio arrivarono i primi segnali preoccupanti dalla telemetria: un pannello solare era stato distrutto dal distacco di una copertura. Nella foto si può notare la mancanza del pannello solare nonché dell'apposito scudo protettivo causata dall'incidente alla partenza.

La stazione venne comunque portata in una posizione ottimale per funzionare e la missione Skylab 2 con l'equipaggio umano venne rimandata di 12 giorni. Il laboratorio poteva ospitare solo 3 persone ed era disegnato per compiere esperimenti scientifici in assenza di gravità.

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PRECEDENTI. Tecnicamente Skylab non è stata la prima base orbitante. I sovietici nel 1971 avevano lanciato Saljut 1 che riuscì a essere visitata soltanto una volta dall'equipaggio della Soyuz 11. Durante lo sgancio tra la stazione e la Soyuz, quest'ultima riportò dei danni a una valvola che comportò l'introduzione di gas tossici nella navetta durante il rientro in atmosfera, causando la morte dell'intero equipaggio. La Saljut 1 non fu più visitata da nessun equipaggio e rimase in orbita fino a che fece il suo rientro distruttivo in atmosfera, avvenuto l'11 ottobre 1971.

Nella foto, una prima bozza dei principali elementi della Stazione Spaziale disegnata nel 1966 dal vicedirettore della Nasa George E. Mueller.

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LE DIMENSIONI. Il laboratorio Skylab non era minuscolo, ma molto più piccolo della ISS. Oltre che dal modulo principale, di forma cilindrica, lo Skylab era composto da un apposito modulo per l'aggancio e un osservatorio solare (l'Apollo Telescope Mount, ATM) con ben 8 esperimenti solari diversi. La massa del veicolo spaziale era di oltre 70 tonnellate notevolmente maggiore della stazione spaziale sovietica Salyut 1. 

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ASTRONAUTI IN SCIOPERO. L'ultima missione Skylab, la quarta, venne affidata a tre giovani astronauti alla prima esperienza di volo spaziale. La loro missione da 84 giorni prevedeva un fitto calendario di attività ed esperimenti. Ben presto i 3 astronauti iniziarono a lamentarsi di non riuscire a mantenere il ritmo.

Da terra, la Nasa continuò a esigere il rispetto della tabella di marcia finché l'equipaggio non si ribellò con un gesto che potrebbe essere descritto come ammutinamento. I tre per un giorno non fecero nulla, si misero in sciopero (o in ferie) e rimasero a guardare il panorama senza comunicare con Terra.

Dopo la giornata di relax la Nasa decise di alleggerire il carico di lavoro. Ma i tre - Gerry Carr, Bill Pogue e Ed Gibson - non volarono più nello spazio.

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CHECK-UP. Joseph Kerwin, ufficiale medico della missione Skylab 2 controlla i denti del comandante Pete Conrad.

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ESPERIMENTI. La seconda missione umana di Skylab prevedeva esperimenti con moscerini, ragni, topi e zanzare. Per un blackout, purtroppo, i topi e i moscerini morirono. Si salvarono due ragni di nome Arabella (nella foto) e Anita che vennero impiegati per capire come avrebbero fatto a realizzare le ragnatele in assenza di gravità. I due aracnidi, dopo un iniziale smarrimento, costruirono le loro ragnatele come sulla terra. Altri esperimenti dello Skylab riguardarono la fisica e la biologia.

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SKYLAB 3. Fu la seconda missione umana sulla stazione spaziale. In fase di avvicinamento incontrò vari problemi con perdite di carburante da 2 dei 4 propulsori. Riuscì ad agganciarsi senza problemi ma da Terra era pronta una missione di soccorso (sullo Skylab potevano venire attraccate due navicelle) che fortunatamente non si rese necessaria.

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TAVOLA CALDA. L'astronauta Owen Garriott alle prese con la cena. Tra il 1973 e il 1974 gli astronauti delle missioni Skylab avevano a disposizione un vassoio tecnologico che permetteva di scaldare i pasti.

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RIENTRO TURBOLENTO. Nella foto il distacco della missione Skylab 4, l'ultima. La Nasa alla fine degli anni '70 aveva in progetto nuove missioni di ampliamento, con lo Space Shuttle che era previsto arrivasse a inizio anni '80. Sfortunatamente Skylab rientrò nell'atmosfera nel 1979 (2 anni prima del primo volo orbitale dello shuttle) con un volo controllato.

Trattandosi del primo rientro di un satellite così grosso, l'evento venne vissuto in modo molto isterico dall'opinione pubblica. I calcoli della Nasa risultarono però sbagliati e lo Skylab, invece di tuffarsi nel mare a sud di Città del Capo (Sudafrica) superò il suo obiettivo e si disintegrò sopra il deserto australiano. Alcuni frammenti raggiunsero terra, in zone disabitate e nessuno rimase ferito.

IL DECOLLO. Dopo tanti anni di convivenza con la ISS, con astronauti che raggiungono la Stazione Spaziale in meno di 4 ore e tornano come noi prendiamo un treno, siamo portati a pensare che avere una base in orbita sia una cosa normale. Non è così. Oggetti come la ISS sono gioielli della tecnologia e la strada per arrivare a una stazione spaziale è stata costellata di tentativi, fallimenti e successi.

Una tappa fondamentale risale a 42 anni fa, il 14 maggio 1973, con il decollo della prima stazione spaziale statunitense. Si chiamava Skylab e fino al 1979 è stata la base spaziale più grande. Per il giorno successivo era programmato il lancio, del primo equipaggio della stazione, a bordo della capsula Apollo montata su di un razzo vettore del tipo Saturn IB. Tre equipaggi avrebbero partecipato alle missioni denominate ufficialmente Skylab 2, Skylab 3 e Skylab 4.