Spazio

Planet Nine, il pianeta che non dovrebbe esistere

Nonostante l'evidenza dei calcoli, gli astronomi non hanno una vera spiegazione per quel pianeta così lontano dal Sole: tre le ipotesi, più una quarta (affascinante).

Pochi mesi fa la comunità scientifica ha iniziato a parlare di un nuovo inquilino del Sistema Solare, il pianeta 9 (Planet Nine), posto oltre l'orbita di Plutone: si è detto che avrebbe con una massa 10 o più volte la Terra e che orbiterebbe a 150 miliardi di chilometri dal Sole con un periodo compreso tra dieci e ventimila anni. Com'è facile intuire da queste poche righe, benché l'esistenza di Planet Nine sia (abbastanza) condivisa, perché aiuta a spiegare le anomalie gravitazionali nel nostro sistema, fin qui tutto ciò che si è detto sulle sue caratteristiche e sulla sua posizione è pura speculazione.

Adesso una ricerca dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ha preso in esame una serie di scenari con l'intento di spiegare come può un simile pianeta esistere a quella distanza. Vale la pena dire subito che nessuna delle conclusioni porta a una certezza, e perciò il Pianeta Nove rimane ancora un mistero.

Una ricerca francese ha identificato alcune zone in cui potrebbe trovarsi adesso il nono pianeta.

Solo ipotesi. Secondo i ricercatori il pianeta ruota attorno alla nostra stella a una distanza compresa tra 400 e 1.500 Unità Astronomiche (1 UA è la distanza Terra-Sole, ossia 150 milioni di chilometri). Gongjie Li, nel suo lavoro su Astrophysical Journal Letters, afferma senza mezzi termini che non si riesce a capire come possa esserci un simile pianeta a quella distanza, anche se le prove della sua esistenza sarebbero inoppugnabili. È nato lì o ci è arrivato dopo essersi formato da qualche altra parte?

Gongjie Li ha realizzato milioni di simulazioni al computer che alla fine lo hanno portato a sostenere che esisterebbero non più di tre scenari possibili, più un quarto, più "debole" ma decisamente affascinante.

Attirato da una stella di passaggio. La prima vuole che il pianeta sia stato attirato in quella posizione da una stella di passaggio vicino al Sole: in questo scenario, Planet Nine è stato allontanato dalla sua orbita primitiva, che era molto più vicina al Sole. Se fosse avvenuto questo, non solo il pianeta si sarebbe allontanato dalla sua orbita, ma quest'ultima si sarebbe allungata, come in effetti è (secondo le stime). Da una parte, questo scenario è plausibile perché quando si è formato il Sistema Solare eravamo circondati da stelle, che sicuramente hanno interagito gravitazionalmente con il nostro insieme di pianeti. Il punto debole di questa ipotesi, però, sta nel fatto che se fosse stata un'altra stella ad attirare il pianeta 9, sarebbe probabilmente stato più facile che finisse "lanciato" nello spazio esterno piuttosto che portato così distante ma ancora legato al Sole. Tra pro e contro, il risultato è che questo scenario ha forse solo un 10 per cento di probabilità.

Colpa di Giove e Saturno. Un'altra ipotesi considera Planet Nine formato molto più vicino al Sole: sarebbe poi stata l'interferenza di Giove e Saturno a spostarlo. «È come quando si dà una spinta a un bambino sull'altalena: se si aspetta il momento giusto, lo si fa alzare sempre di più. Certo è che sarebbe stato più logico che si fosse perso nello spazio...», sottolinea Scott Kenyon, coautore della ricerca.

Nel campo delle ipotesi: le dimensioni di Terra, Planet Nine e Nettuno a confronto. © NASA

È nato proprio lì. Un terzo scenario considera Planet Nine nella posizione dov'è nato. È un'ipotesi meno "sostenuta", e tuttavia ha almeno un punto a suo favore: se un pianeta si fosse formato a quella distanza dal Sole dovrebbe essere gassoso, e la natura gassosa è proprio una delle ipotesi più condivise per il pianeta nove.

In visita da molto lontano. C'è infine un'altra possibilità, speculare alla prima: Planet Nine potrebbe essere figlio di un'altra stella, catturato dal Sole quando gli è passata vicino. È lo "scenario di riserva", quello su cui la ricerca punta di meno, ma è il più affascinante: se così fosse, potrebbe anche essere che su quel pianeta sia esistita la vita, e chissà a quale stadio. Se così fosse, potrebbero esserci ancora tracce di quella vita?

4 maggio 2016 Luigi Bignami
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