Siding Spring, la cometa che punta verso Marte

C/2013 A1 si avvicina al Pianeta Rosso: domenica 19 ottobre l'incontro ravvicinato. Minimizzati i rischi per gli orbiter marziani, che si preparano a un'accurata osservazione dell'intrusa.

cometnasa
L'avvicinamento della cometa a Marte in un rendering artistico. | Nasa

Domenica 19 ottobre sarà una giornata speciale, per le sonde che studiano il Pianeta Rosso. Per quella data è infatti previsto un rendez-vous tra Marte e una cometa sorvegliata speciale, C/2013 A1 o Siding Spring, come è stata ribattezzata.

 

Falso allarme. Il corpo celeste è stato individuato lo scorso anno da Rob McNaught, astrofisico australiano responsabile della scoperta di altre 82 celebri comete. All'inizio si temeva che il corpo ghiacciato dovesse collidere con il Pianeta Rosso, ma un più preciso ricalcolo dell'orbita ha portato a ridimensionare la distanza tra i due a 139.500 chilometri, meno della metà della strada che ci separa dalla Luna.

 

A portata di sguardo. La traiettoria degli orbiter al lavoro intorno a Marte è stata a quel punto aggiustata in modo che non entrino in collisione né con la cometa, né con la scia di detriti che Siding Spring lascerà dietro di sé: 100 chili di particelle al secondo che viaggeranno a una velocità di 56 km/s (poco più di 200.000 km/h).

 

In compenso le sonde della Nasa in orbita intorno a Marte, in particolare MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN), dotata di uno speciale spettrografo ultravioletto, studieranno gli effetti del passaggio di C/2013 A1 nell'atmosfera superiore marziana, e cercheranno di definire la composizione della cometa.

 

Lo spettacolo così come potrebbe apparire agli occhi di Curiosity il 19 ottobre. | Nasa

origini lontane. Prima di intraprendere il viaggio che l'ha scagliata in direzione di Marte, C/2013 A1 è rimasta per milioni di anni all'interno della Nube di Oort, una vasta riserva di corpi ghiacciati situata al limitare del Sistema Solare: è da qui che hanno origine le comete di lungo periodo, diverse da quelle periodiche o di corto periodo come 67P/Churyumov-Gerasimenko, dove tra poco atterrerà Rosetta.

 

Scrigno di indizi. Si stima che il periodo di rivoluzione attorno al Sole di Siding Spring sia superiore a 1 milione di anni. Per la loro remota provenienza, queste comete sono considerate capsule del tempo contenenti preziose informazioni sulle prime fasi della storia del Sistema Solare; ecco perché la loro composizione è di così grande interesse.

 

Illustre precedente. Quella di domenica sarà la seconda importante occasione per osservare le interazioni di una cometa con un altro pianeta, dopo l'incontro, finito in collisione, della Shoemaker-Levy 9 con Giove. C/2013 A1 dovrebbe essere visibile anche ai telescopi amatoriali e binocoli. Gli aggiornamenti in tempo reale sul viaggio della cometa si trovano qui.

 

17 ottobre 2014 | Elisabetta Intini