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Sette pionieri astronauti animali

Le storie commoventi di scimmie, cani, gatti e molti altri "cosmonauti" che hanno aperto la strada alle missioni umane nello Spazio. A cominciare da Laika, la cagnetta spedita nello spazio il 3 novembre 1957.
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Laika, il primo cane. Il suo vero nome era Kudrjavka, ma in Occidente tutti la conoscono come Laika.
La cagnolina randagia che il 3 novembre 1957 lasciò la Terra a bordo della capsula spaziale Sputnik 2 partì con un destino già segnato.
Anche se la capsula portava acqua ed era attrezzata per la vita non era infatti stata prevista alcuna strategia di rientro: se molti concordano nell'affermare che il cane arrivò vivo in orbita, le ipotesi sulla sua fine - anche quelle fornite dalle fonti ufficiali - sono discordanti. Il governo sovietico all'epoca disse che il bastardino era sopravvissuto per 4 giorni, ma studi successivi dimostrarono che probabilmente era spirato dopo poche ore, a causa degli sbalzi di temperatura.

Laika, il primo cane. L'eco dell'impresa raggiunse tutto il mondo e la notizia prese le prime pagine di tutti i giornali.
H/t: Gianluca Atti

La prima scimmia. Quella che vedete è "Miss" Baker, la prima scimmia sopravvissuta a un viaggio spaziale. Il 28 maggio 1959 la piccola scimmia scoiattolo sudamericana (Saimiri sciureus), ingabbiata nell'ogiva di un razzo Jupiter del programma spaziale americano insieme a un Macaco Rhesus di nome Able, raggiunse una quota di 480 chilometri e sopportò una velocità di oltre 16 mila chilometri orari, rimanendo in microgravità per 9 minuti.

Entrambe le scimmie sopravvissero alla "missione", ma Able morì qualche giorno dopo durante un intervento chirurgico per la rimozione di un sensore. Baker invece sopravvisse altri 25 anni e morì 27enne nel 1984.

"arca di noè" spaziale. Laika è solo la più famosa dei numerosi cani spediti nello Spazio nell'ambito del programma sovietico. Molti sopravvissero ai lanci, come Belka e Strelka (nella foto), partite con lo Sputnik 5 il 19 agosto 1960 insieme a un coniglio grigio, 40 topolini, 2 ratti e 15 fiaschette di moscerini della frutta e piante.

Dopo una giornata nello Spazio le due cagnoline tornarono indenni sulla Terra, e più tardi Strelka diventò madre di 6 cuccioli, uno dei quali fu donato a John Kennedy dal politico russo Nikita Krusciov come regalo per i suoi figli.

Felini nello spazio. Furono i francesi, il 18 ottobre 1963, a lanciare il primo gatto nello Spazio. Félicette, a bordo del razzo Veronique AGI, fu portata in salvo con successo dopo una discesa con il paracadute. La sua attività neurologica fu monitorata con speciali elettrodi, che appaiono anche nei francobolli celebrativi stampati all'epoca dell'impresa e sulla testa degli "equipaggi" fotografati nei laboratori del centro spaziale. Una settimana più tardi fu tentato un nuovo lancio, con un secondo felino il cui nome non è noto: quella volta però andò male.

Il primo primate. Il 31 gennaio 1961 Ham (acronimo per Holloman Aero Med, dal nome della base aeronautica nel Nuovo Messico da cui fu lanciato) divenne il primo scimpanzé nello Spazio. A bordo della capsula Mercury sparata dal razzo Redstone il primate raggiunse una quota di 252 chilometri a una velocità di 9426 chilometri all'ora - un'altezza e una velocità più elevate di quelle inizialmente programmate - per un totale di 16 minuti e mezzo di volo (di cui oltre 6 e mezzo in microgravità).

Al momento del lancio Ham aveva poco meno di 4 anni. Nonostante i disguidi se la cavò alla grande e il suo volo aprì la strada al lancio del primo astronauta statunitense, Alan B. Shepard, in volo suborbitale il 5 maggio 1961. Nella foto, Ham dà la zampa al comandante della missione di salvataggio della sua capsula.

... e micro animali. Dopo l'allunaggio dell'Apollo 11, agli animali coinvolti nelle missioni spaziali è stato per lo più assegnato il ruolo di "carico biologico" e non più quello di attori protagonisti. Così negli anni è toccato a conigli, tartarughe, tritoni, pesci, meduse, scorpioni e altre decine di specie accompagnare gli astronauti dello Shuttle e in missione sulla ISS nelle loro scorribande spaziali.

Quella che vedete è Nefertiti, più che un ragno, una leggenda: nei suoi 100 giorni trascorsi a bordo della ISS, ha orbitato intorno alla Terra 1.580 volte, dimostrando di saper adattare le proprie tecniche di caccia e nutrimento alla microgravità. Il ragno è morto poco tempo dopo il suo arrivo allo Smithsonian National Museum of Natural History's Insect Zoo (Washington) dove è stato esposto al termine della missione.
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I tardigradiRimangono senz'acqua anche per 10 anni e sopportano temperature che vanno dallo zero assoluto (-273 °C) ai 200 °C. Ma soprattutto, sembrano immuni agli effetti delle radiazioni solari ultraviolette e ad altri piccoli "inconvenienti" che possono affliggere chi si trovi esposto all'esterno delle capsule spaziali.
I tardigradi, microscopici invertebrati spediti nello spazio nel settembre 2007 a bordo della sonda dell'ESA FOTON-M3, hanno dimostrato un'ottima resistenza alle condizioni avverse imposte durante le varie "passeggiate spaziali" cui sono stati sottoposti nel corso dei 10 giorni della missione.
Come hanno fatto? Questi animali quando si trovano in difficoltà sono in grado di rallentare il proprio metabolismo e di "rinsecchirsi", sopportando temperature e condizioni di pressione estreme. Salvo poi ritornare allo stato normale appena toccano l'acqua.

Laika, il primo cane. Il suo vero nome era Kudrjavka, ma in Occidente tutti la conoscono come Laika.
La cagnolina randagia che il 3 novembre 1957 lasciò la Terra a bordo della capsula spaziale Sputnik 2 partì con un destino già segnato.
Anche se la capsula portava acqua ed era attrezzata per la vita non era infatti stata prevista alcuna strategia di rientro: se molti concordano nell'affermare che il cane arrivò vivo in orbita, le ipotesi sulla sua fine - anche quelle fornite dalle fonti ufficiali - sono discordanti. Il governo sovietico all'epoca disse che il bastardino era sopravvissuto per 4 giorni, ma studi successivi dimostrarono che probabilmente era spirato dopo poche ore, a causa degli sbalzi di temperatura.