Una Nova nella costellazione del Delfino, visibile a occhio nudo

Dopo le Perseidi e la luna piena abbiamo ancora un motivo per passare le ultime notti d'agosto con il naso all'insù: è la Nova Delphini, la "star" del momento. Ma non chiamatela nuova stella!

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La posizione di Nova Delphini, non distante dalla luminosa stella Altair, con la costellazione della Freccia (Sagitta) che sembra indicare proprio lei (foto ed elab. ©Jimmy Westlake 2007-2012 JRWjr Astrophotography). |

Il 14 agosto, mentre osservava il cielo con il suo telescopio, l'astrofilo giapponese Koichi Itagaki si è reso conto che nella costellazione del Delfino brillava qualcosa che fino al giorno prima non si vedeva. È bastata qualche ora dalla sua segnalazione perché la comunità di astronomi decretasse la scoperta: una nova, ossia un fenomeno - che spesso dà il nome alla stella dove si verifica - abbastanza comune nella nostra galassia, ma che in questa occasione ha sorpreso per la sua intensità. La maggior parte delle novae, infatti, non scende sotto i +8 di magnitudine, mentre la Nova Delphini 2013 (questo il nome ufficiale) ha raggiunto una magnitudine di +4,5 (più bassa è la magnitudine, più alta è la luminosità).

Una nova così luminosa non si vedeva dal 2007, quando fu osservata la Nova Scorpii (+3,9 di magnitudine), mentre per novae precedenti altrettanto degne di nota bisogna risalire agli avvistamenti della Nova Cygni (+1,7) nel 1975 e della Nova Aquilae nel 1918 (+1,4).

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Non lasciatevi ingannare dal nome però, perché non si tratta di una nuova stella, come spiega Gianluca Masi del Virtual Telescope di Ceccano: «Una nova ha origine da un sistema binario, ossia composto da due stelle relativamente vicine. Perché il fenomeno si verifichi, una delle stelle deve essere una nana bianca, ossia con massa simile a quella del Sole, al termine del suo ciclo: in queste condizioni mantiene la massa riducendosi però alle dimensioni della Terra. La seconda stella del sistema ne subisce la forza di gravità e le cede idrogeno ed elio, scatenando infine una reazione di fusione nucleare». L'esplosione produce un'incremento di luminosità tale da rendere la stella nana visibile laddove prima non lo era. Esaurita la reazione, nella maggior parte dei casi la stella nana torna al suo stato di brillantezza originario.

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Nel caso della Nova Delphini si stima che il balzo di luminosità sia di 100 mila volte quella iniziale. Terminato il picco di brillantezza negli scorsi giorni, la visibilità comincia piano piano a ridursi, ma se vi trovate al mare o in montagna, lontano da fonti di luce e sotto un cielo limpido, potete ancora riuscire a vederla a occhio nudo o con un binocolo. La nova si trova nella piccola costellazione del Delfino, che ha la forma di un diamante, all'interno del triangolo estivo deliminato dalle stelle Vega, Altair e Deneb. Intorno alla mezzanotte la costellazione del Delfino si trova a circa due terzi dall'orizzonte meridionale.

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21 agosto 2013 | Sara Zapponi