Sciami meteorici su Mercurio

Le misure effettuate dalla sonda della NASA Messenger hanno rivelato picchi stagionali di calcio nell'esosfera di Mercurio forse dovuti a piogge di meteore periodiche.

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Rappresentazione artistica del pianeta Mercurio che nel suo percorso orbitale attraversa la scia di detriti lasciati dalla cometa Encke. | NASA/GSFC

Gli sciami meteorici consistono nella caduta di un gran numero di meteore (più di 10 per ora). Sul nostro pianeta uno sciame meteorico avviene quando, nel suo moto di rivoluzione attorno al Sole, la Terra attraversa l'orbita di una cometa o di un asteroide che ha lasciato una scia di detriti lungo il suo percorso orbitale. Interagendo con l'atmosfera, a una velocità di alcune decine di km/s, questi piccoli frammenti di roccia (meteoroidi) bruciano per attrito, lasciando delle spettacolari scie luminose (ovvero le meteore, dette anche “stelle cadenti”).

 

Piogge periodiche di meteore. Gli sciami sono fenomeni che ricorrono ogni anno attorno alla stessa data, in quanto la Terra attraversa la stessa zona di spazio ogni anno. I nomi degli sciami meteorici si riferiscono ai nomi delle costellazioni da cui sembrano provenire tutte le scie luminose. Gli sciami più famosi sono quelli delle Leonidi, Perseidi, Geminidi e Quadrantidi. In totale se ne conoscono 81, dei quali 27 sono associati a comete conosciute ed altri 10 ad asteroidi le cui orbite incrociano quella del nostro pianeta. Una cometa o un asteroide nel corso dell’anno solitamente dà origine a uno sciame di meteore, ma in alcuni casi anche a due o più.

 

Piogge di meteore extraterrestri. Naturalmente, non solo la Terra è soggetta a questi fenomeni e recentemente l’esistenza di uno sciame meteorico periodico è stato rilevato dalla sonda Messenger anche per Mercurio. In questo caso, però, non si tratta di una pioggia di meteore, in quanto Mercurio non è avvolto da un’atmosfera in cui i frammenti e le polveri cometari possono bruciare, e quindi anche se piccolissimi colpiscono direttamente la sua superficie. E sono questi impatti che hanno fatto scoprire il fenomeno ai responsabili della missione Messenger.

 

Gli strumenti della sonda, infatti, hanno rilevato picchi stagionali nell’abbondanza di calcio in prossimità della superficie del pianeta che si sono verificati regolarmente da quando Messenger, dal marzo 2011, è in orbita attorno a Mercurio. Questo aumento regolare di calcio con ogni probabilità è provocato dall’arrivo di un’enorme quantità di particelle di polvere di origine cometaria che colpiscono il pianeta liberando molecole di questo elemento e che vanno ad arricchire la tenuissima atmosfera (esosfera) presente attorno a Mercurio, che è costituita da tracce di idrogeno, elio, ossigeno, sodio, calcio, potassio e vapore acqueo. Si tratta di un processo (evaporazione da impatto) che permette il rinnovo dei gas e delle particelle nell’esosfera.

 

L’orbita della cometa Encke. |

Responsabile è la cometa di Encke. I dati raccolti e le simulazioni effettuate fanno ritenere che la cometa responsabile del fenomeno sia la 2P/Encke. Questa cometa incrocia anche l’orbita della Terra ed è responsabile degli sciami meteorici diurni (visibili con il radar) delle Beta Tauridi, visibili nelle prima metà di giugno e Zeta Perseidi, visibili dalla fine di maggio agli inizi di luglio, e degli sciami gemelli delle Tauridi Nord e le Tauridi Sud, visibili a fine ottobre - inizio novembre.

 

Immagine della cometa Encke ripresa nell’ottobre 2013. | D. Peach

La cometa di Encke ha un nucleo il cui diametro è di poco inferiore a 5 km, appartiene alle comete della famiglia di Giove, compie una rivoluzione attorno al Sole in 3 anni, 3 mesi e 17 giorni e la sua orbita è spesso perturbata dal passaggio ravvicinato ai pianeti interni e a Giove.

 

29 dicembre 2014 | Mario Di Martino