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Sbarco sulla Luna e altre missioni Apollo: così non le avete mai viste

20 luglio 2020, primi passi sulla Luna: i filmati del Programma Apollo sono stati resi più fluidi e nitidi grazie a sistemi di intelligenza artificiale.

Apollo 11: un frame del filmato dell'allunaggio, restaurato.
Apollo 11: un frame del filmato dell'allunaggio, restaurato. | NASA/DutchSteamMachine Official YouTube Channel

Tra tutti i filmati dello sbarco sulla Luna che vedrete in questi giorni, questo sarà probabilmente il più immersivo: uno studio specializzato nel restauro di vecchie foto e filmati storici - DutchSteamMachine - ha sfruttato l'intelligenza artificiale per rendere più fluidi, chiari e scorrevoli alcuni dei filmati più celebri del Programma Apollo, incluso quello dei primi passi di Neil Armstrong sulla Luna il 20 luglio 1969 (il one small step è al minuto 3:55).

 

 

Compensare i vuoti. La tecnica utilizzata è detta motion interpolation ("interpolazione di movimento"): consiste nell'aggiungere frame alla sorgente originale nel tentativo di rendere il filmato meno "a scatti" e diminuire la sfocatura. Ci sono software capaci di prevedere l'evoluzione dei movimenti e generare fotogrammi extra da inserire tra quelli già esistenti. Per i cimeli del Programma Apollo, DutchSteamMachine parte dai video di migliore qualità rilasciati dalla NASA - che negli anni ha condotto diversi lavori di restauro del suo archivio Apollo - e cerca di capire dai documenti dell'epoca a quale frequenza di cattura è stato girato il filmato. Quasi sempre sono gli astronauti stessi ad annunciarlo all'inizio delle riprese.

 

Per risparmiare pellicola e filmare per periodi più lunghi di tempo, la maggior parte dei video delle missioni lunari fu girata a 12, 6 o persono 1 frame al secondo. Nel filmato dello sbarco sulla Luna la frequenza è stata portata, per maggiore fluidità, a 24 frame al secondo. Guardate invece l'effetto della frequenza portata a 60 frame al secondo in questo video della traversata lunare a bordo del rover della missione Apollo 16, condotta dagli astronauti Charlie Duke e John Young (per fare un confronto, questo è il video originale della NASA).

 

 

Come se fossimo lì. La motion interpolation, che è sfruttata anche per rendere più dettagliate le riprese degli eventi sportivi, ha in questo caso il vantaggio di rendere particolarmente nitida la visione della superficie lunare - come nel video dell'allunaggio dell'Apollo 15 nei pressi della Rima Hadley, una fenditura di particolare interesse geologico sul nostro satellite, che è stato portato a 60 frame al secondo.

 

20 luglio 2020 | Elisabetta Intini