Due satelliti rischiano di scontrarsi

Secondo i calcoli degli scienziati, due satelliti stanno per sfiorarsi: c'è una (piccola) possibilità che si scontrino. E un altro satellite rischia di esplodere.

Un satellite in orbita attorno alla Terra.
| Nasa

Ormai il numero di satelliti che ruotano attorno alla Terra è così elevato (oltre 4.800) che è normale che alcuni di essi possano terminare la loro vita anche inaspettatamente. Nulla di clamoroso: solo vanno allontanati dalle loro orbite, perché altrimenti potrebbero diventare pericolosi per i satelliti ancora in attività.

 

Incontri ravvicinati. In queste ore vi sono due situazioni che richiamano l'attenzione di coloro che controllano la "spazzatura spaziale", perché potrebbe crearsene dell'altra e diventare pericolosa. Secondo il servizio di tracciamento dei detriti spaziali LeoLabs, nelle prossime ore il satellite GGSE-4 (un vecchio satellite scientifico) potrebbe scontrarsi con IRAS (un telescopio spaziale dismesso, lanciato nel 1983).

 

Secondo i calcoli, il 30 gennaio alle 00:39:35 ora italiana i due "oggetti" si sfioreranno, passando a una distanza compresa tra 15 e i 30 metri l'uno dall'altro (anche se esiste un margine di errore di circa 15 metri), tutto questo a un'altitudine di circa 900 chilometri dalla Terra. Trattandosi di oggetti ormai non più controllabili, non si può in alcun modo intervenire da Terra per comunicare con essi o per condurre manovre per allontanarli l'uno dall'altro.

 

1 su 100. Secondo i calcoli di LeoLabs c'è anche una probabilità di 1 su 100 che si scontrino. Spiega Alice Gorman, esperta di archeologia spaziale, dell'Università australiana di Flinders: «Avvicinamenti pericolosi tra satelliti sono già avvenuti in passato. Questa volta però, il passaggio stimato tra i 15 e i 30 metri è incredibilmente ravvicinato. Di solito si interviene per spostare due satelliti quando questi potrebbero avvicinarsi a 60 chilometri l'uno dall'altro. Questo dunque, è un incontro molto, molto ravvicinato. E se dovesse esserci lo scontro, potrebbe formarsi una grande quantità di detriti».

 

A dirla tutta, i due veicoli spaziali non sono esattamente due... pesi leggeri. L'IRAS infatti, ha una massa di 1.083 chilogrammi e ha dimensioni di 3,6 x 3,24 x 2,05 metri. GGSE-4 è molto più piccolo, pesa infatti, solo 4,5 chilogrammi. Entrambi si muovono alla ragguardevole velocità di 14,7 chilometri al secondo. I calcoli ci dicono che, in caso di impatto tra i due, il più piccolo verrebbe totalmente distrutto, mentre il secondo sarebbe gravemente danneggiato. LeoLabs continuerà a monitorare i due satelliti e la situazione verrà continuamente aggiornata.

Un'altra situazione che gli specialisti tengono d'occhio è quella relativa a un satellite televisivo, DirecTV, che per il quale da qualche settimana c'è un timore che riguarda le batterie: potrebbero esplodere e quindi distruggere il satellite intero.

 

Il problema in questo caso è ancora più preoccupante perché a bordo vi sono ancora 73 kg di carburante, necessario per eseguire piccole variazioni di orbita, abbastanza comuni con satelliti di questo genere. La soluzione pensata è quella di allontanare questo satellite - che sarebbe dovuto rimanere attivo fino al 2025 - dalla sua orbita, che è molto trafficata, con la presenza di molti altri satelliti simili.

 

Tutti al cimitero. Per questo motivo la Federal Communications Commission ha annunciato di aver concesso il permesso ai proprietari del satellite di aumentare la quota dell'orbita di 300 km rispetto a quella attuale (che come per tutti i satelliti televisivi è 36.000 chilometri) e raggiungere l'"orbita cimitero" dei satelliti ormai fuori uso. Il problema è che, per una legge internazionale, i satelliti che vengono posti sull'orbita cimitero non devono avere più propellente a bordo.

 

E scaricare quello ancora presente a bordo del satellite richiederebbe un tempo compreso tra i due e i tre mesi: tanto, considerando che in quest'arco di tempo il satellite si troverà a usare le batterie, col rischio di surriscaldarle e farle esplodere. L'avrete capito, insomma: il problema dei satelliti "andati in pensione" sta diventando sempre più serio e il video che segue non fa che confermarlo.

 

29 gennaio 2020 | Roberto Graziosi