Rosetta, la telecamera OSIRIS "scova" Philae

Lo strumento della sonda ha immortalato le ultime, concitate fasi della discesa del lander, che confermano la direzione di atterraggio ipotizzata. Intanto Philae riposa, in attesa che il Sole lo scaldi.

osiris_spots_philae_drifting_across_the_comet
Le ultime fasi dell'accometaggio nell'immagine composita di OSIRIS.|ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Philae sarà anche entrato in ibernazione, ma le ricerche per definire la sua posizione sulla cometa 67P non si sono fermate. Una nuova sequenza di immagini catturate dalla telecamera OSIRIS di Rosetta potrebbe aiutare a individuare l'esatta ubicazione del lander.

 

Sempre più vicino. Lo strumento ha immortalato le ultime fasi dell'accometaggio, a ridosso, e subito dopo il primo rimbalzo. Le foto confermerebbero che Philae si stava spostando verso est, e che il primo salto di un chilometro sarebbe avvenuto proprio in quella direzione, a una velocità di 0,5 metri al secondo.

 

verso est. Nel mosaico di immagini del 12 novembre - pubblicato oggi - si vede la minuscola sagoma del lander, grande come una poltrona, spostarsi in un arco di tempo di 30 minuti, prima e subito dopo il primo touchdown, avvenuto alle 16:34 ora italiana. Il timing esatto dello scatto è specificato sopra a ogni frame (aggiungete un'ora per ottenere l'orario italiano).

 

Minuto per minuto. Nelle prime tre foto possiamo osservare il lander negli ultimi atti della discesa; il quarto e quinto scatto indicano il sito del primo touchdown, rispettivamente un momento dopo e un attimo prima dell'atterraggio. Il lander è poi rimbalzato verso est, come si vede nell'ultimo riquadro (e come era stato in precedenza suggerito dai dati dell'esperimento CONSERT) per poi atterrare definitivamente alle 18:32 ora italiana, in un luogo non ancora ben identificato.

dove si trova? Le immagini costituiscono un altro importante tassello utilizzato per ricostruire la posizione di Philae, che dalle prime ore del 15 novembre "dorme" nella speranza che l'avvicinamento al Sole possa ricaricarne i pannelli solari, e risvegliarlo la prossima estate.

 

Uno straordinario successo. Indipendentemente dalla possibilità di risveglio, il lander ha lavorato benissimo, attivando tutti e 10 i suoi strumenti e consegnando agli scienziati dell'ESA una mole di dati di straordinaria importanza.

 

Philae ha trapanato il suolo della cometa (e ottenuto, si spera, campioni da analizzare), annusato il gas che lo circondava, esplorato il campo magnetico di 67P e raccolto una grande quantità di immagini. Per il momento, missione compiuta.

 

 

17 Novembre 2014 | Elisabetta Intini