Spazio

Rosetta, rallenta la cometa 67

La Churyumov-Gerasimenko ha rallentato la sua velocità di rotazione di un secondo, a causa dei potenti getti di gas e vapore che sprigiona avvicinandosi al Sole. Gli ultimi aggiornamenti sulla missione.

La cometa 67P/Churyumov Gerasimenko, sorvegliata speciale della sonda Rosetta, sta gradualmente rallentando la sua velocità di rotazione. La palla di ghiaccio e polvere impiega 12,4 ore a completare un giro intorno al proprio asse, ma i controllori di volo della missione dell'ESA hanno notato che questo tempo si è esteso di circa 1 secondo.

vapori frenanti. È quanto ha spiegato il direttore di volo Andrea Accomazzo durante una conferenza tenuta qualche giorno fa alla Royal Aeronautical Society di Londra. All'origine del rallentamento ci sarebbero i getti di gas che sempre più potenti si sprigionano dal corpo celeste mano a mano che questo si avvicina al Sole, «che agiscono come razzi di frenata rallentando la cometa».

Navigazione sensibile. La sonda utilizza un sistema di punti di riferimento sulla cometa per capire come questa si muove nello Spazio e aggiustare i suoi movimenti di conseguenza. Ma a un certo punto i target previsti hanno iniziato a non presentarsi nei tempi che ci si sarebbe aspettati. A settembre si è visto che la rotazione era rallentata di 33 millisecondi al giorno, un ritardo arrivato a un secondo, ora che il volume di gas e polveri sprigionato dalla cometa è aumentato.

maggiore prudenza. Di conseguenza la sonda, che a dicembre era arrivata ad appena 30 km dalla cometa, si è dovuta temporaneamente allontanare. «Gli effetti aerodinamici si fanno sempre più importanti spiega Accomazzo «per darvi un'idea, i gas si ergono per diversi chilometri e si muovono a una velocità di 800 metri al secondo. Dobbiamo tenerne conto. Siamo una grande sonda con 64 metri quadrati di pannelli solari. In pratica, una grande vela».

Philae, dove sei? Ora la sonda sta usando il suo sistema di propulsione per compiere orbite paraboliche intorno a 67P, a 60-70 km di distanza. Un nuovo flyby a 20 km dalla superficie è previsto per luglio: in quell'occasione Rosetta scandaglierà la superficie alla ricerca di Philae, il lander rimasto senza carica residua a un paio di giorni dal touchdown, lo scorso 12 novembre.

rosetta chiama philae. Le condizioni di illuminazione dell'area in cui si trova sono sensibilmente migliorate. Ma non è bastato a riattivare un ponte di comunicazione tra Philae e la sonda madre. I controllori di volo stanno ora mandando richiami radio al lander, nella speranza che questo - rinvigorito dai raggi solari - risponda. «Ma anche se Philae "sentisse" Rosetta, dovrebbe avere abbastanza batteria da attivare il suo sistema radio» dice Accomazzo, che dà le possibilità di un risveglio al 50-50.

«Sarei la persona più felice del mondo se accadesse».

24 marzo 2015 Elisabetta Intini
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