Marte: Curiosity e le foto nel pieno della tempesta di sabbia

La tempesta di sabbia sul Pianeta Rosso è cresciuta fino a diventare globale: a differenza di Opportunity, il rover Curiosity è in funzione per scattare foto e analizzare l'atmosfera.

curioselfie-tempesta
Un "selfie" di Curiosity del 15 giugno 2018. Sulla roccia accanto al rover si vede un foro: l'effetto delle perforazioni a scopo scientifico del laboratorio su ruote della Nasa. Vedi anche: perché nei selfie di Curiosity non si vede il braccio?|NASA/JPL-Caltech/MSSS

La tempesta di sabbia che nelle ultime settimane ha interessato Marte è divenuta globale: nonostante Curiosity si trovi nel cratere Gale, dalla parte opposta rispetto al rover Opportunity, negli ultimi giorni ha visto il pulviscolo atmosferico (quello che blocca la luce solare) più che raddoppiare.

 

Il valore (chiamato convenzionalmente tau) di questa polvere che ostruisce la visuale è ora pari a 8, il massimo da quando Curiosity si trova sul Pianeta Rosso. Le ultime registrazioni di Opportunity avevano registrato un livello di tau pari a 11, prima che il veterano tra i rover marziani finisse a riposo forzato, in via cautelativa.

 

curiosity, marte, pianeta rosso, tempeste di sabbia, atmosfera marziana, sistema solare
Due immagini a confronto della Mastcam di Curiosity mostrano il cambiamento della luce sulla superficie marziana nel cratere Gale, dal 21 maggio al 17 giugno: il colore rosso ciliegia della seconda foto è dovuto alle polveri che lasciano filtrare la lunghezza d'onda del rosso, ma non del verde e del blu, e da tempi diversi di esposizione. | NASA/JPL-Caltech/MSSS

 

Poco più che un impiccio. A differenza di Opportunity, alimentato a energia solare, Curiosity funziona grazie a un generatore termoelettrico a radioisotopi: ha cioè un'alimentazione elettrica nucleare, e non ha necessariamente bisogno di luce per mantenersi attivo. Nel suo caso, questa è anzi un'opportunità scientifica per capire perché alcune tempeste di sabbia marziane si protraggano, crescendo, per mesi, mentre altre si esauriscono in pochi giorni. 

 

L'ultimo evento di questa portata si era verificato nel 2007, cinque anni prima che Curiosity approdasse su Marte: il rover ha approfittato della tempesta, che non dovrebbe creare particolari problemi alle strumentazioni di bordo, per catturare le immagini e realizzare l'animazione che potete attivare cliccandoci su.

 

curiosity, marte, pianeta rosso, tempeste di sabbia, atmosfera marziana, sistema solare
Nell'animazione girata da Curiosity nell'arco di due settimane del mese di giugno si nota l'intensificarsi delle polveri atmosferiche dovuto alla tempesta marziana (clicca sull'immagine per avviare l'animazione). | Nasa

 

Un muro di sabbia. Come ricorda Phys.org, le tempeste di sabbia su Marte sono comuni soprattutto durante la primavera e l'estate nell'emisfero sud, quando il pianeta è più vicino al Sole. Il rialzo delle temperature atmosferiche alimenta venti che sollevano particelle di polveri grandi come granelli di talco.

 

L'anidride carbonica evaporata dalle calotte polari ispessisce l'atmosfera e aiuta a tenere le polveri sollevate. In alcuni casi, esse raggiungono i 60 km di altezza, e la visibilità si riduce di molto. Sulla Terra una maggiore attrazione gravitazionale e un'atmosfera più spessa favoriscono invece il depositarsi delle polveri.

 

22 Giugno 2018 | Elisabetta Intini