Spazio

Quando la Terra è più vicina a Marte

Messi a confronto, Marte e il deserto cileno di Atacama mostrano interessanti affinità.

Quando la Terra è più vicina a Marte
Messi a confronto, Marte e il deserto cileno di Atacama mostrano interessanti affinità.

Ecco a confronto, un'immagine del deserto di Atacam (sopra) e la prima foto scattata al suolo di Marte dalla sonda Viking Lander 1 il 20 luglio 1976. Clicca qui per ingrandire l'immagine.© Rafael Navarro-González e Nasa
Ecco a confronto, un'immagine del deserto di Atacam (sopra) e la prima foto scattata al suolo di Marte dalla sonda Viking Lander 1 il 20 luglio 1976. Clicca qui per ingrandire l'immagine.
© Rafael Navarro-González e Nasa

Il Cile come Marte. Stando alle ultime ricerche di un gruppo di studiosi il terreno marziano avrebbe più di un'affinità con il deserto più arido del mondo, quello di Atacama, che si estende in Cile tra il 22° e il 27° parallelo. Per confermarlo è bastato ripetere lì gli stessi esperimenti eseguiti su Marte dalle missioni Viking negli anni Settanta. Queste sonde avevano analizzato il terreno di Marte riscontrando l'assenza di composti organici (carbonio in particolare), ma anche una certa reattività che faceva ben sperare sulle possibilità dello sviluppo di forme di vita.
Quando c'è ossigeno, c'è vita... Alcuni esperimenti svolti su Marte comprovarono il rilascio rapido di ossigeno molecolare dal suolo, una volta esposto al vapore acqueo, come se si stesse consumando del materiale organico, e l'altrettanto veloce ossidazione del terreno, pronto a combinarsi con quell'ossigeno. La conclusione del test? Il suolo marziano è chimicamente attivo, ma quasi sicuramente non attivo dal punto di vista biologico.
Messa a confronto. Riproducendo gli stessi esperimenti nel deserto cileno, i risultati sono simili: anzi, se n'è ricavato qualcosa di più. Compiendo le analisi a una temperatura più bassa, per avvicinarsi alle condizioni del pianeta rosso, dal suolo desertico cileno sono risultate tracce di materiale organico, a un livello inferiore rispetto a quelle che le sonde Viking avrebbero potuto registrare.
Gli agenti ossidanti, infatti, nonavrebbero permesso la soppravvivenza neppure di batteri molto resistenti.Il deserto cileno è un'ottima sala prove per definire gli strumenti più adatti a rilevare e riconoscere segnali di vita sull'ostico pianeta.

(Notizia aggiornata al 7 novembre 2003)

6 novembre 2003
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