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Polvere di stelle antichissima trovata all'interno di una meteorite

L'analisi di polvere di stelle intrappolata in una meteorite caduta 41 anni fa, ha condotto gli scienziati a conclusioni sorprendenti.

Meteorite
| Shutterstock

La "polvere di stelle" rinvenuta all'interno di una meteorite caduta 51 anni fa in Australia - e che già si sapeva essere più "antica" della stessa Terra, del Sole e di tutto il Sistema solare - risale più precisamente a un periodo compreso tra 5 e 7 miliardi di anni fa. E soprattutto sarebbe la testimonianza che, nel periodo che ne precedette la formazione, vi fu un boom nella nascita di nuove stelle.

 

Polvere solida. Sono le conclusioni a cui è giunto Philipp Heck, curatore del Field Museum e professore associato presso l'Università di Chicago, che ha analizzato i "grani presolari" (particelle formatesi prima della nascita del Sole, appunto) presenti nella meteorite. Vale la pena ricordare, innanzitutto, che tutte le stelle, così come il nostro Sole, prendono vita quando polveri e gas, forse prodotti dall'esplosione di stelle più antiche, iniziano a fondersi tra loro dando origine a granelli che poi vanno via via aumentando di dimensioni fino ad originare una o più nuove stelle e pianeti attorno ad essi.

 

In pratica il materiale rinvenuto apparteneva a un'altra stella e successivamente è rimasto incapsulato nella meteorite. «Quel che abbiamo analizzato in modo approfondito è vera polvere solida», ha spiegato Heck , che ha pubblicato il suo lavoro su Pnas, «rimasta intrappolata nella meteorite dove si è conservata invariata per miliardi di anni». 

Con i raggi cosmici. La scoperta di grani presolari è davvero una rarità perché questa presenza si riscontra in non più del cinque per cento delle meteoriti che sono cadute sul nostro Pianeta. I ricercatori hanno analizzato gli effetti lasciati sui grani dei raggi cosmici: questi ultimi, infatti, lasciano "tracce" da cui i geologi riescono a risalire con precisione all'età di un materiale. Ma sopratutto è stata la quantità dei grani presenti, molto maggiore di quanto ipotizzato inizialmente, a suggerire l'ipotesi che il numero di stelle che ha dato loro origine fosse molto elevato.

 

Questo riapre un dubbio che ha fatto e fa discutere gli astronomi: la formazione delle stelle nella nostra Galassia è "costante" oppure ci sono periodi che, dal punto di vista della "produzione di stelle", sono più fecondi di altri? Questa scoperta farebbe propendere per la seconda ipotesi, ma siamo ancora lontani dall'avere certezze.

 

27 gennaio 2020 | Luigi Bignami