Phoebe, più simile a un protopianeta che a una luna

Phoebe è il più esterno dei grandi satelliti di Saturno (poco meno di 13 milioni di km dal pianeta) ed è stato il primo ad essere scoperto fotograficamente...

Phoebe è il più esterno dei grandi satelliti di Saturno (poco meno di 13 milioni di km dal pianeta) ed è stato il primo ad essere scoperto fotograficamente nel marzo 1899. La sua caratteristica principale è quella di avere un percorso orbitale con direzione opposta (moto retrogrado) rispetto a quello delle altre maggiori lune saturniane. Queste caratteristiche orbitali fanno di Phobe il rappresentante di maggiori dimensioni dei satelliti detti “irregolari”, un gruppo di piccole lune con orbite retrograde, molto distanti e inclinate rispetto all’equatore di Saturno. Phoebe ha una forma grosso modo sferica e un diametro di 220 km, circa un quindicesimo del diametro della Luna; ruota attorno al proprio proprio asse ogni 9 ore, e completa un'orbita 9 attorno a Saturno in 18 mesi circa. La sua temperatura superficiale è di soli 75 °K (-198 °C).

Immagine di un emisfero di Phoebe ripreso dalla sonda Cassini. (NASA/JPL)

Fu il primo satellite di Saturno ad essere incontrato dalla sonda Cassini nel 2004, nel corso del suo avvicinamento al pianeta degli anelli. Nelle immagini inviate a terra dalla sonda, Phoebe mostrò una superficie pesantemente craterizzata, con crateri larghi fino a 80 km, uno dei quali con pareti alte sino a 16 km. L’ipotesi più accreditata, basata sull’orbita retrograda e sulla densità media abbastanza elevata di Phoebe, è che questa luna non si sia formata dove attualmente si trova, ma provenga dalla Fascia di Kuiper, l’enorme disco di corpi ghiacciati che orbitano attorno al Sole al di là di Nettuno, e sia stata catturata da Saturno poco dopo la sua formazione.

Mappa della superficie di Phoebe. (NASA/JPL-Caltech/SSI/Cornel)

A differenza dei nuclei cometari, Phoebe sembra essere evoluto in maniera attiva per un certo tempo, per poi rimanere “congelato”, un pianeta "abortito". Attualmente, questa luna appare fortemente erosa e la sua forma è un pò irregolare, ma in un lontano passato doveva essere un corpo praticamente sferico. Il calore prodotto dal decadimento degli isotopi radioattivi poco dopo la sua formazione avrebbe fatto sublimare gli elementi più leggeri, rendendo sempre più densa la struttura di questo oggetto. Adesso, Phoebe ha una densità molto simile a quella di Plutone (poco più di 2 g/cm3). Durante le sue prime fasi evolutive, su Phoebe potrebbe essere stata presente acqua allo stato liquido, grazie al calore prodotto dagli isotopi radioattivi. Una volta esauritisi, l’acqua si sarebbe congelata dando origine alla superficie attuale. I dati raccolti dalla sonda Cassini sulle lune di Saturno hanno fornito molti elementi per far luce sulle prime fasi evolutive del Sistema Solare, ma nonostante ciò, non è ancora chiaro quali siano stati i meccanismi che hanno fatto sì che Phoebe fosse trasferito dalle regioni esterne del nostro sistema planetario, dove si è formato, sino all’orbita di Saturno per essere poi catturato dal pianeta. Il lavoro di questa meravigliosa macchina costruita dall’uomo continua e prima della fine della missione, prevista nel 2017, nuove risposte verranno date agli ancora numerosi quesiti irrisolti, ma nel contempo saranno fatte altre scoperte che porranno ulteriori interrogativi.
27 Aprile 2012 | Mario Di Martino

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