Scienza

Phobos visto da vicino

La sonda dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Mars Express lo scorso 3 marzo ha effettuato un passaggio ravvicinato a soli 67 km da Phobos, il più grande e...

La sonda dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Mars Express lo scorso 3 marzo ha effettuato un passaggio ravvicinato a soli 67 km da Phobos

Si tratta del satellite naturale più vicino al proprio pianeta dell'intero Sistema Solare.

Il satellite orbita attorno a Marte più rapidamente di quanto il pianeta ruoti su sé stesso; sorge quindi ad ovest, si muove molto rapidamente nel cielo marziano (attraversandolo al più in 4 ore e 15 minuti), e tramonta ad est, ripetendo il ciclo ogni 11 ore e 6 minuti. Si trova così vicino alla superficie di Marte, in un'orbita equatoriale a bassa inclinazione, che non può essere osservato dalle regioni marziane con una latitudine superiore ai 70°.

A causa della vicinanza a Marte, le forze mareali esercitate dal pianeta stanno abbassando l'orbita di Phobos ad un ritmo di 1,8 metri per secolo, per cui in circa 50 milioni di anni il satellite impatterà contro la superficie di Marte o, più probabilmente, si disintegrerà andando a formare un anello attorno al pianeta. Di forma abbastanza irregolare, con dimensioni di 27 × 21,6 × 18,8 km, Phobos è probabilmente un asteroide catturato, rimane comunque un mistero come Marte abbia potuto legarlo a se in un'orbita quasi perfettamente circolare. La superficie di Phobos appare pesantemente craterizzata ed ha un colore scuro simile a quello degli asteroidi di tipo C della Cintura Principale. La sua densità è tuttavia troppo bassa per poter essere costituito solo da roccia: esso è probabilmente composto da una mistura di roccia e ghiaccio, oppure la sua struttura interna presenta delle cavità.

Immagine ad alta risoluzione di Phobos ottenuta dalla sonda europea Mars Express. La grande depressione che caratterizza la superficie di questo satellite di Marte è il cratere da impatto Stickney.

La sua caratteristica principale è il grande cratere denominato Stickney. L’impatto che l’ha generato fu così devastante che avrebbe dovuto distruggere il piccolo corpo planetario. Le striature che percorrono l'intera superficie del satellite sono forse state causate da questo evento. È stato ipotizzato che Phobos non sia un corpo compatto, ma un agglomerato con una porosità del 25-35%. Una tale struttura potrebbe spiegare sia il basso valore della sua densità (1,9 g/cm3), sia la capacità di resistere ad impatti potenzialmente catastrofici, come quello che generò il cratere Stickney.

I passaggi ravvicinati di Mars Express già effettuati e in programma permetteranno di caratterizzare in maniera estremamente precisa il campo gravitazionale del satellite ed ottenere una stima delle variazioni di densità presenti nella sua struttura. Una tale analisi sarà in grado di rilevare la presenza di eventuali vuoti al suo interno.

Phobos, molto probabilmente, è un oggetto di seconda generazione che si è formato dall’aggregazione di frammenti prodotti dalla distruzione catastrofica di un altro oggetto planetario.

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11 marzo 2010 Mario Di Martino
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