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Le prove di caduta del rover diretto sulla luna marziana Phobos

Nel 2024 un rover raggiungerà Phobos, una delle due lune di Marte: nei test di laboratorio, per simulare gli effetti che saranno prodotti dall'impatto, il prototipo viene "lanciato" da un'altezza... soprendente.

Il rover che scenderà su Phobos nel 2024
Il rover che scenderà su Phobos nel 2024 | DLR

Mentre tre sonde rispettivamente degli Emirati Arabi, degli Stati Uniti e della Cina, sono in viaggio verso Marte e un'altra sta ultimando le prove nei lavoratori europei per il lancio previsto nel 2022, vanno avanti anche i preparativi della missione Martian Moons eXploration (MMX), in programma per il 2024: organizzata dalla Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), avrà a bordo un rover franco-tedesco che dovrà atterrare sulla luna marziana Phobos, per esplorarne la superficie per circa tre mesi.

Le prove in Germania. Il rover viene sviluppato nei laboratori dell'agenzia spaziale tedesca e attualmente sta sostenendo i primi test di atterraggio presso il Centro aerospaziale tedesco a Brema.

La luna di Marte Phobos
La luna di Marte Phobos. | DLR

Cadute da 5 centimetri! Il rover dovrà resistere all'impatto sulla superficie di Phobos dopo una caduta libera da un'altezza compresa tra 40 e 100 metri. E al momento le prove riguardano proprio questo aspetto: il modello preliminare del prototipo viene fatto cadere da altezze di... cinque centimetri: proprio così, perché, a causa della differenza di gravità tra la Terra e Phobos (dove la gravità stessa è pari a 2 millesimi della nostra), per simulare realisticamente gli effetti sul rover di una caduta da decine di metri su Phobos, bastano pochi centimetri sulla Terra.

Oltre agli effetti dell'altezza vengono simulati anche quelli prodotti dalle possibili modalità di impatto: per esempio il rover potrebbe atterrare su una superficie piatta oppure su superfici irregolari – e per questo i tecnici usano anche oggetti di varie dimensioni per simulare rocce che potrebbero essere centrate dal rover in caduta.

 

Sbalzi di temperatura. Il punto esatto dell'impatto, infatti, sarà casuale e quindi i tecnici stanno preparando il rover a tutte le possibilità. Quel che è certo è che il rover sarà resistente e leggero al tempo stesso: peserà circa 25 kg (costruito con polimeri rinforzati da fibra di carbonio e alluminio) e sarà grande come un trolley (47,5 x 55 x 27,5 centimetri).

 

Si troverà ad affrontare anche notevoli variazioni di temperatura, da -150 °C a +150 °C nell'arco di sole 7 ore (che è la durata del giorno su Phobos), e per questo dovrà assicurare un adeguato isolamento affinché gli strumenti di bordo possano funzionare correttamente.

 

2 ottobre 2020 | Luigi Bignami