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Rosetta e la cometa Vai allo speciale

Philae, la sonda scesa sulla cometa 67/P, potrebbe risvegliarsi domani

Da domani l'Esa si metterà in ascolto per captare eventuali segnali in arrivo da Philae. 

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L'ultima immagine rilasciata dalla'Esa della cometa Churyumov-Gerasimenko. Si notano gli sbuffi che stanno formando la chioma. | Esa

Il 12 marzo 2015, quando in Italia saranno le 5 del mattino, l’Agenzia Spaziale Europea inizierà a puntare le proprie antenne verso la sonda Rosetta nella speranza che da essa arrivi il segnale che Philae si è risvegliato.

 

Oggi non sappiamo ancora con precisione dove il piccolo robot si sia adagiato dopo i 3 rimbalzi che esso fece sulla superficie della cometa il 12 novembre dello scorso anno. Nonostante lo si sia cercato con tutti i mezzi a disposizione, la sua dimora rimane un mistero, anche se una serie di informazioni hanno permesso di individuare un’area a forma di ellisse di 350 x 30 metri, sul piccolo lobo della cometa, dove dovrebbe trovarsi la sonda. Anche i sorvoli ravvicinati a 28, 18 e 6 km non sono riusciti a individuare Philae.

 

Il luogo di atterraggio di Philae e il rimbalzo che ha fatto a causa del non funzionamento degli arpioni | Esa

Risveglio possibile, ma poco probabile. L’unico modo per potere ritrovare Philae è attendere un suo eventuale messaggio che permetterebbe ai tecnici dell’Esa di individuare con precisione la sua posizione.

 

Se Philae dovesse realmente comunicare già domani, al primo tentativo di contatto, sarebbe una grandissima fortuna.

 

Una delle zampe di Philae nel luogo dell'ultimo atterraggio. Dove sia il lander è ancora un mistero. Ma domani potrebbe risvegliarsi. | Esa

A favore di questa ipotesi c’è il fatto che in questo momento la cometa, Philae e Rosetta si trovano a circa 320 milioni di chilometri dal Sole e i pannelli solari del robot ricevono circa il doppio dell’energia rispetto allo scorso 12 novembre, quando atterrò. «Anche se è ancora troppo freddo perché Philae possa svegliarsi del tutto, vale la pena tentare» ha detto Stephan Ulamec, Responsabile del lander presso il German Aeropsace Center.

 

ENERGIA E CALORE. Non basta infatti che i pannelli solari producano l'energia necessaria al risveglio di Philae: ci vogliono almeno 19 watt per permettere al lander di comunicare con Rosetta. E questo non sembra essere semplice in quando solo uno dei pannelli solari di Philae è orientato verso il Sole. Inoltre la temperatura interna alla sonda deve raggiungere almeno i -45°, temperatura che nella regione in cui si trova adesso il lander è difficile si possa raggiungere.

 

Da domani comunque Rosetta rimarrà in costante attesa di un segnale da Philae e se dovesse arrivare si darà il via ad un nuovo capitolo di questa missione che per tanti motivi è già considerata storica.

 

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11 marzo 2015 | Luigi Bignami