Oumuamua, nessun segno di tecnologia aliena

La prima sessione di osservazioni radio dell'asteroide interstellare dalla curiosa forma a sigaro non ha trovato tracce di segnali artificiali. Ma le indagini non sono finite.

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Un ricostruzione di come potrebbe essere l'asteroide Oumuamua. | ESO

Vi avevamo dato conto delle intenzioni della Breakthrough Initiatives (il programma scientifico per la ricerca di segnali alieni con i tradizionali metodi del SETI), di scandagliare l'asteroide Oumuamua (1I/2017 U1), per capire se dietro la sua forma così eccezionalmente allungata non si nasconda per caso una nave interstellare.

 

Il primo round di ascolto di eventuali segnali radio è cominciato mercoledì 13 dicembre ed è durato sei ore. Il Green Bank Radio Telescope, in West Virginia, ha scrutato il primo asteroide interstellare in visita al Sistema Solare attraverso quattro diverse bande radio.

 

Niente di anomalo. Il range di frequenze analizzate è compreso tra gli 1 e i 12 gigahertz (GHz): anche se Oumuamua si trova a due volte la distanza Terra-Sole dal nostro pianeta, e procede a una velocità di 38,3 km al secondo, la sensibilità del telescopio è tale che capterebbe un segnale equivalente a quello di un cellulare o di un forno a microonde.

 

Finora non è emerso nulla, ma sono stati analizzati i dati di una banda soltanto. Il prossimo round è atteso per oggi, venerdì 15 dicembre. Al di là di una intelligenza aliena, l'ascolto potrebbe evidenziare la presenza di molecole di idrossile, che indicherebbero la presenza di acqua sul visitatore extrasolare.

 

15 dicembre 2017 | Elisabetta Intini