Spazio

C'è ossigeno su Marte. E quindi?

La scoperta di variazioni stagionali della quantità di ossigeno presente nell'atmosfera marziana ha sorpreso non poco gli scienziati. Ma cosa può significare?

Il rover Curiosity si trova sulla superficie marziana dal 2012 e ha trascorso dunque, circa tre anni (marziani) sul Pianeta Rosso (un anno marziano dura circa due anni terrestri). Durante le stagioni primaverili ed estive ha registrato una presenza di ossigeno anomala in prossimità del suolo. In realtà la presenza di ossigeno su Marte era nota da tempo grazie ai rover marziani. Ma la quantità registrata da Curiosity è superiore a quella che si aspettavano i ricercatori.

I tecnici della NASA hanno escluso qualunque anomalia nella raccolta dei dati. In altre parole quanto si osserva è – a detta dell'ente spaziale americano – certo e reale. La quantità di ossigeno rilevata ha raggiunto valori anche del 30 per cento superiori a quelli che dovrebbero esserci nell'atmosfera di Marte, composta per il 95% del volume da anidride carbonica, per il 2,6% da azoto molecolare, per l'1,9% da argon, per lo 0,06% da ossido di carbonio e per lo 0,16% da ossigeno molecolare, che varia in modo anomalo.

Il grafico che mostra le oscillazioni della percentuale di ossigeno nell'atmosfera marziana, nel cratere Gale dove si trova Curiosity © Nasa

Dubbi e certezze. Cosa ci dice questa presenza di ossigeno? O, da un altro punto di vista, cosa mette in discussione? Innanzitutto, se l'ossigeno provenisse dalla respirazione di batteri (come sostiene l'ipotesi più accreditata) significherebbe che non bisogna demordere dal cercare forme di vita esistenti.

E che, nonostante gli scienziati ci abbiano sempre detto che le radiazioni cosmiche uccidono ogni forma di vita in prossimità della superficie del pianeta, non bisogna escludere che alcune forme batteriche possano essersi adattate anche alle radiazioni più intense e che dunque possano vivere, se non proprio sulla superficie, perlomeno a poche decine di centimetri in profondità.



Una chimica sconosciuta? Ma forse ci sono altre spiegazioni per presenza anomala. La scoperta delle fluttuazioni di ossigeno ci potrebbe indicare che forse, al momento, non conosciamo tutte le reazioni che possono avvenire tra rocce vulcaniche e atmosfera marziana. È noto infatti che sono state fatte diverse ipotesi di reazioni chimiche tra acqua e anidride carbonica, tra anidride carbonica e rocce vulcaniche, ma nessuna di queste è in grado di spiegare quanto si è osservato.

In altre parole, la presenza di ossigeno potrebbe dirci che non conosciamo ancora dettagliatamente la "chimica marziana" e che è possibile che alcune reazioni chimiche siano governate da “leggi” che non si palesano sulla Terra perché il nostro Pianeta possiede caratteristiche atmosferiche molto diverse da quelle marziane.

14 novembre 2019 Luigi Bignami
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