Spazio

OSIRIS-REx incontra Bennu: la sonda della NASA è giunta a destinazione

La missione che riporterà a Terra campioni di un oggetto near Earth si prepara a una serie di sorvoli radenti dell'oggetto celeste, il più piccolo mai orbitato da un veicolo spaziale.

Lunedì 3 dicembre, alle 18:00 circa ore italiane, la sonda della NASA OSIRIS-REx raggiungerà la meta che ha inseguito per due anni e due miliardi di chilometri: l'asteroide Bennu, un masso spaziale di meno di 500 chilometri di diametro che dovrebbe fornire importanti informazioni scientifiche sull'origine del Sistema Solare e sul movimento degli oggetti near-Earth più pericolosi.

Nel prossimo mese la sonda eseguirà diversi fly-by dei poli e dell'equatore di Bennu, a distanze ravvicinate comprese tra i 7 e i 19 km dalla superficie. Sarà l'occasione per formulare modelli precisi della forma dell'asteroide, della sua massa e sulle variazioni di gravità attorno ad esso.

Piccolo e ostile. Le ridotte dimensioni di Bennu e la sua gravità estremamente debole rendono orbitare attorno a questo oggetto un'impresa molto ardua: persino la pressione esercitata sulla sonda dai raggi solari potrebbe spingere OSIRIS-Rex fuori da un assetto stabile. Per questa ragione, quando a fine dicembre il veicolo si posizionerà in orbita attorno al suo obiettivo, si manterrà sulla linea del terminatore: cioè al "confine" tra la notte e il giorno, in modo che la luce solare la colpisca sempre debolmente e in modo uniforme.

Souvenir di viaggio. Le prossime settimane serviranno anche per identificare due possibili siti di raccolta di campioni di asteroide da riportare sulla Terra. A metà del 2020, la sonda si spingerà verso la superficie, estenderà il suo braccio robotico e darà una "spinta" a Bennu, mentre ne preleverà una piccola porzione da analizzare arrivata a casa, nel 2023. Il masso spaziale è un oggetto molto primitivo, e la sua composizione chimica potrebbe darci informazioni sull'origine del Sistema Solare. Asteroidi ricchi di carbonio come Bennu potrebbero aver portato sulla Terra i primi elementi di base della vita.

A difesa del pianeta. Bennu è un obiettivo interessante anche perché la sua orbita lo porta pericolosamente vicino alla Terra. Studiare come si muove arricchirà dunque le analisi del rischio sui piccoli oggetti celesti che attraversano il Sistema Solare, le cui orbite, date le ridotte dimensioni, sono più difficili da prevedere.

3 dicembre 2018 Elisabetta Intini
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