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Betelgeuse: annuncio di morte (quasi) imminente per i Bastioni di Orione

La supergigante rossa della costellazione di Orione, la stella Betelgeuse, diventerà una supernova, ma non prima di centomila anni.

Ricostruzione grafica di Betelgeuse, paragonata al Sistema Solare.
Ricostruzione grafica della stella Betelgeuse e del Sistema Solare. Le dimensioni della supergigante rossa sono qui in scala con le distanze dei pianeti, ma non con la loro grandezza. Betelgeuse ha infatti un diametro che misura circa 1000 volte quello del Sole. | ESO, L. Calcada

Il cielo stellato di fine 2019 è stato anomalo: non a causa della cometa natalizia interstellare, ma per colpa di Betelgeuse, nella costellazione di Orione. La luminosità di questa stella rossa supergigante, grande abbastanza da contenere parte del Sistema Solare, si è infatti dimezzata negli ultimi sei mesi. Un evento insolito, per via della sua rapidità, ma non al punto da fare presagire un'imminente esplosione in supernova.

 

Esplosione continua. In effetti, il colore rosso e le dimensioni colossali di Betelgeuse suggeriscono che questa stella si trovi proprio nella fase finale della sua vita. Le supergiganti rosse sono infatti stelle molto massicce che, a un certo punto della loro vita, cominciano a innescare reazioni nucleari talmente potenti da espellere i propri strati esterni. È proprio questo il motivo per cui il diametro di Betelgeuse è tanto grande: ben 1.000 volte il diametro del Sole.

 

Lunga agonia. La vita delle stelle si misura però in miliardi di anni: secondo i nostri modelli matematici, la "vecchiaia" di Betelgeuse durerà altri centomila anni. Perché quindi sembra che stia scomparendo? Non c'è ancora una risposta, e l'unica cosa certa è che i sempre più frequenti cambi di luminosità, registrati regolarmente già a partire dal 1911, riflettono la natura tumultuosa e instabile della sua superficie.

11 gennaio 2020 | Davide Lizzani