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Online la mappa più dettagliata di Marte

Ottenuta da oltre 20 mila immagini notturne agli infrarossi, rivela dati importanti sulla composizione del suolo: sarà usata per studiare i siti d'atterraggio delle prossime missioni.

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La mappa di Marte ottenuta dai dati della telecamera THEMIS. | USGS

Nessun esperto viaggiatore partirebbe senza una mappa precisa del luogo che intende visitare. Così anche la Nasa, che ormai da tempo ha messo gli occhi sul Pianeta Rosso, ha appena aggiunto al suo "bagaglio" una mappa del suolo marziano con una risoluzione senza precedenti.

 

Accessibile a tutti. Il progetto sviluppato dall'U.S. Geological Survey (USGS), in collaborazione con l'Università dell'Arizona, si basa sui dati della Thermal Emission Imaging System (THEMIS), una telecamera ottica e agli infrarossi montata sull'orbiter della NASA Mars Odyssey.

 

«Abbiamo usato più di 20 mila riprese notturne eseguite dalla camera THEMIS della sonda che, essendo ad infrarosso, è sensibile alle temperature» spiega Robin Fergason dell'USGS, tra i principali autori del lavoro. Una versione della mappa è ora disponibile online a scopo di ricerca, o per chiunque sia curioso di esplorare virtualmente il suolo di Marte.

 

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Tempi diversi. Le immagini agli infrarossi - ciascuna delle dimensioni di un campo da calcio - sono state messe a confronto con le riprese effettuate alla luce visibile per calcolare la temperatura di ogni porzione di suolo, e soprattutto l'inerzia termica, ossia il tempo che ogni pezzo di superficie impiega per riscaldarsi e raffreddarsi nell'alternanza tra giorno e notte marziani.

 

L'inerzia termica dei diversi tipi di suolo è ben visibile in questa foto del cratere Gratteri su Marte: le aree più scure sono quelle che si raffreddano più velocemente. |

 

Questo parametro è utilissimo per capire la composizione del suolo. Sedimenti fini come sabbia, polvere e fango cambiano temperatura molto velocemente, e hanno quindi bassi valori di inerzia termica: nelle immagini agli infrarossi sono visibili in una gradazione più scura.

 

Le regioni più chiare si riferiscono invece a tratti coperti di roccia, ghiaia o sabbia grossolana: qui l'inerzia termica è maggiore perché il suolo cambia temperatura più lentamente.

 

Dal passato al futuro. La mappa rivela inoltre che la superficie marziana è più antica di quanto si credesse. Le aree formatesi durante il Primo Noachiano, ovvero tra i 4,1 e i 3,7 miliardi di anni fa, sono tre volte più estese del previsto. Queste informazioni sulla composizione geologica del Pianeta Rosso saranno sfruttate per studiare il luogo migliore dove far atterrare il prossimo rover marziano, un clone più avanzato di Curiosity che dovrebbe raggiungere Marte nel 2020.

 

Guarda anche il video della mappa di THEMIS:

 

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21 luglio 2014 | Elisabetta Intini