Focus

Nuove foto della sonda che si schiantò su Marte

Tre anni dopo l'impatto del lander Schiaparelli su Marte, una sonda della Nasa ha fotografato la zona. Ecco quali informazioni ricaviamo dalle foto.

La Schiaparelli sulla superficie di Marte
La foto del luogo dell'impatto della sonda Schiaparelli sulla superficie di Marte. | NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Mentre si prospettano mesi caratterizzati da un programma molto affollato di missioni spaziali dirette verso Marte (l'Europa, la Cina e la NASA invieranno nuovi rover), qualche settimana fa la fotocamera HiRISE della sonda della NASA MRO (Mars Reconnassance Orbiter) ha catturato nuove immagini del luogo in cui, nell'ottobre 2016, la sonda dell'ESA Schiaparelli si schiantò sulla superficie del Pianeta Rosso. La stessa MRO aveva raccolto alcune immagini già subito dopo il disastroso impatto: dal confronto con le nuove riprese stanno emergendo informazioni molto utili.

 

Coperto da polvere. Mettendo a confronto le immagini vecchie con le nuove, risulta che il cratere prodotto dall'impatto della sonda è stato nel frattempo parzialmente ricoperto e oscurato dal pulviscolo della tempesta di polvere che durata quasi tutta l'estate 2019 e che ha interessato l'intero Pianeta Rosso.

Subito dopo l'impatto infatti, si vedev un cratere circondato da linee scure e vari punti luminosi dovuti al riflesso di resti della sonda. Altri reperti vennero identificati come il guscio posteriore, il paracadute e lo scudo termico della sonda. Le ultime immagini di HiRISE mostrano invece come gran parte del materiale scuro prodotto dall'impatto risulta sbiadito rispetto ad allora.

 

Un'altra differenza tra le immagini del 2016 e quelle recenti riguarda il paracadute, che sembra aver cambiato forma. Ciò è senza dubbio dovuto al vento che lo ha fatto muovere sulla superficie e ancora una volta dalla polvere che vi è caduta sopra. Sono piccoli elementi, questi, che aiutano i ricercatori a migliorare laconoscenza di... "come funziona Marte", della sua morfologia e di come la sua superficie si sia trasformata velocemente nel corso del tempo.  

22 febbraio 2020 | Luigi Bignami