Spazio

Non siamo ancora in grado di intercettare una meteora

La meteora che è passata sopra la Norvegia l'ha confermato: non siamo ancora capaci di rilevare e tracciare un oggetto spaziale prima che entri nell'atmosfera.

Nella notte tra il 24 e il 25 luglio, appena passata l'una, una meteora di notevoli dimensioni ha solcato i cieli della Norvegia, illuminando per qualche secondo la scura notte estiva e provocando un forte boato. Alcuni meteoriti sono forse caduti a 60 km a ovest di Oslo, in una zona boscosa chiamata Finnemarka, dove però non sono ancora stati ritrovati (e probabilmente non verranno mai ritrovati, viste le difficoltà di ricerca in una zona così ampia e inospitale). Ciò che è importante sottolineare è che, ancora una volta, nessuno aveva previsto il passaggio del frammento di corpo celeste, a dimostrazione del fatto che, nonostante i progressi tecnologici degli ultimi anni, non siamo ancora in grado di prevedere il passaggio di un oggetto spaziale prima che entri nell'atmosfera (ovvero troppo tardi).

Era il 2013 quando la città russa di Chelyabinsk venne bombardata da una pioggia infuocata di meteoriti, ferendo indirettamente più di mille persone: all'epoca si era addossata parte della colpa della mancata previsione alla "distrazione" dovuta all'attesa dell'asteroide 2012 DA1, che catalizzava l'attenzione di tutti gli scienziati.

controllori del cielo. Ma da quel momento sono passati otto anni, e sono nati diversi progetti con l'obiettivo di controllare i nostri cieli per evitare "cadute indesiderate". Uno, per esempio, è il FRIPON (Fireball Recovery and InterPlanetary Observation Network), un sistema di 100 telecamere situate in Francia e puntate verso il cielo che dovrebbero rilevare e tracciare qualunque meteorite o spazzatura spaziale si avvicini al Paese: sul sito ufficiale è possibile scorrere le immagini degli ultimi avvistamenti; un altro è il PDCO (Planetary Defence Coordination Office) messo a punto dalla NASA per supervisionare i progetti che hanno come compito quello di rilevare e tracciare gli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra (NEO, near-Earth-objects).

qualcosa da migliorare. Tuttavia due recenti simulazioni hanno dimostrato che non siamo ancora in  grado di intercettare ed eventualmente deviare la traiettoria di un asteroide o una meteora potenzialmente pericolosi: nell'esercitazione del 2019 un asteroide è piombato su New York, distruggendola, mentre in quella di quest'anno è stata polverizzata parte dell'Europa orientale. Insomma: se dobbiamo affidarci alle nostre capacità, siamo messi molto male. Meglio a questo punto sperare nel caso, augurandoci che un eventuale meteorite cada in mare (le probabilità sono del 70%) e non ci faccia fare la stessa fine dei dinosauri.

12 agosto 2021 Chiara Guzzonato
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