Spazio

L'uomo su Marte: per la Nasa è fuori budget

L'agenzia spaziale non può permettersi - da sola - di finanziare in toto una missione sul pianeta. Era intuibile, ma pubbliche ammissioni di questo tipo avvengono di rado.

I piani per approdare su Marte ci sono, ma per amore di realismo occorre dare un'occhiata al portafoglio. Con il budget attuale la Nasa non può permettersi di inviare astronauti sul Pianeta Rosso: l'ha affermato William Gerstenmaier, amministratore associato per l'Esplorazione Umana e dello Spazio dell'agenzia USA, durante un meeting dell'American Institute for Aeronautics and Astronautics tenutosi il 12 luglio.

«Non posso stabilire una data per l'uomo su Marte - ha detto, rispondendo a una domanda in sala - e la motivazione è il budget che, anche se è aumentato del 2%, non consente di sviluppare i sistemi di superficie adatti al Pianeta Rosso. L'ingresso, la discesa e l'atterraggio su Marte rappresentano una vera sfida.»

Una questione di scelte. Una frase di buon senso, ma di fatto un argomento sul quale la Nasa aveva finora evitato di sbilanciarsi nelle varie presentazioni dei piani di esplorazione marziana (il Journey to Mars, che prevedeva di arrivare in orbita marziana, con un equipaggio, nel decennio 2030). Investire sulla navicella Orion e sul sistema di lancio orbitale Space Launch System ha esaurito eventuali fondi da destinare alla delicata fase di ammartaggio (con la quale si sta misurando l'ESA).

Che fare? Le prossime mosse dipenderanno, dunque, dai finanziamenti. La Nasa potrebbe tornare a spostare l'attenzione sulle missioni lunari - «con il Deep Space Gateway a supporto di un programma lunare esteso di superficie», ha dichiarato Gerstenmaier, riferendosi allo spazioporto da immettere in orbita cislunare - oppure con l'appoggio di compagnie spaziali private.

Alternative possibili. SpaceX ha fissato come data (ambiziosa) per esplorazioni umane di Marte il 2025, e anche Boeing, United Lauch Alliance e Blue Origin stanno lavorando a piani per spingersi oltre l'orbita terrestre. Finora, però, l'ipotesi di partnership con privati per missioni nello Spazio profondo è risultata politicamente un tabù, per il Congresso americano. In ogni caso, un'impresa titanica come l'invio dell'uomo su Marte richiederà uno sforzo comune e alleanze estese, anche con le agenzie spaziali del resto del mondo.

15 luglio 2017 Elisabetta Intini
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