Spazio

Nel weekend la pioggia di meteore della cometa di Halley

Si tratta di stelle cadenti particolarmente luminose, che sono prodotte dal pulviscolo lasciato dalla cometa di Halley. I consigli per osservarle.

Durante il fine settimana tra il 6 e il 7 di maggio la Terra passerà attraverso le sottilissime polveri lasciate dalla più famosa tra le comete che sono state osservate dall'uomo, la cometa di Halley, e in queste notti i cieli di alcune aree del pianeta potrebbero illuminarsi di stelle cadenti a un ritmo superiore a 40 all'ora.

Questa pioggia di meteoriti prende il nome di Eta Aquaridi e si sviluppa tra il 19 aprile e il 28 maggio con il picco centrato attorno al 6 maggio.

Spettacolo australe. Secondo i calcoli realizzati dagli astronomi, saranno gli abitanti del sud del pianeta a osservare il maggior numero di stelle cadenti, mentre per coloro che abitano alle latitudini settentrionali della Terra il numero medio che si dovrebbe osservare si aggira attorno ai 15 per ora.

Anche se il numero sembra apparentemente basso se confrontato con quello delle più famose Perseidi o Geminidi, le stelle cadenti di Eta Acquaridi sono molto più luminose.

I granelli di polvere viaggiano a oltre 230.000 km all'ora e dunque, quando incontrano l'atmosfera lasciano una lunga coda nel cielo e questo le rende particolarmente luminose.

La cometa di Halley durante l'ultimo passaggio ravvicinato con la Terra che si ebbe a fine Anni Ottanta

I CONSIGLI: Buio e pazienza. A questa pioggia di meteoriti è stato dato il nome di Eta Acquaridi perché la stella Eta Acquarii, che si trova nella costellazione dell'Acquario, fa da “radiante” a questo sciame meteorico. Il radiante è l'area del cielo notturno dal quale sembra arrivare il maggior numero di stelle cadenti.

Per questo motivo si consiglia, per chi volesse trascorrere qualche ora ad osservare questo sciame, di cercare la costellazione dell'Acquario e di puntare l'attenzione nel punto in cui vi è l'anfora che versa l'acqua (vedi disegno qui sotto), che costituisce proprio il radiante delle Eta Aquaridi.

Il radiante, ossia il punto da cui arriverà il maggior numero di stelle cadenti

Va comunque ricordato che non tutte le stelle cadenti giungono dal radiante, ma possono illuminare il cielo arrivando da qualunque parte. Quel che è fondamentale, in questo tipo di osservazione, è di avere sopra di sé un cielo molto buio, quindi possibilmente al di fuori delle grandi città, e di abituare gli occhi all’oscurità, stando lontano dalle luci o dallo schermo del cellulare per almeno 15 minuti, prima di avere la pretesa di osservare stelle cadenti. Ci vuole molta pazienza.

5 maggio 2017 Luigi Bignami
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