Spazio

Nei guai il pescatore di detriti spaziali giapponese

Il Kounotori Integrated Tether Experiment, che avrebbe dovuto testare una tecnologia per rimuovere la spazzatura celeste, potrebbe diventare un inutile rifiuto a sua volta.

Avrebbe dovuto sbarazzarsi dei rifiuti celesti incontrati sulla sua strada, invece il Kounotori Integrated Tether Experiment (KITE), un esperimento dell'agenzia spaziale giapponese per la rimozione dei detriti in orbita terrestre, ha avuto un problema tecnico, che potrebbe trasformarlo in un ferro vecchio a sua volta.

Pescatore. Il dispositivo è un cavo metallico lungo 700 metri in acciaio inossidabile e alluminio, collegato a una massa di 20 kg. Avrebbe dovuto funzionare come una canna da pesca elettrodinamica: attraverso una debole corrente elettrica avrebbe alterato l'orbita dei detriti celesti vicini, obbligandoli a disintegrarsi in atmosfera. Si trovava attaccato al cargo giapponese HTV-6, partito dalla ISS il 27 gennaio.

Un altro rendering dell'esperimento KITE: il cavo avrebbe dovuto perturbare l'orbita dei detriti grazie a una debole corrente elettrica. © JAXA

Problemi. Una volta raggiunta una distanza di sicurezza dalla stazione orbitante - 19 km più in basso e 23 più avanti - il cargo avrebbe dovuto dispiegare KITE e lasciarlo disteso per una settimana, per poterlo testare. Ma la JAXA ha detto di non essere sicura che il cavo si sia effettivamente aperto, e non ha rilasciato dichiarazioni sulle possibili cause del disastro. I tecnici proveranno a capire che cosa sia successo fino a sabato 4 febbraio; il 5, cargo e cavo dovrebbero rientrare in atmosfera, schiantandosi nel sud del Pacifico.

Per l'agenzia giapponese potrebbe trattarsi dell'ennesima figuraccia, dopo la perdita, due settimane fa, di un minirazzo destinato a trasportare in orbita un satellite, e dopo quella, lo scorso anno, del cacciatore di raggi X Hitomi.

3 febbraio 2017 Elisabetta Intini
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