Spazio

La NASA mette al sicuro il materiale raccolto sull'asteroide Bennu

L'operazione doveva iniziare il 2 novembre, ma poiché il materiale raccolto rischia di disperdersi nello Spazio, la NASA ha deciso per un anticipo.

La sonda OSIRIS-REx ha toccato col suo braccio estensibile (il TAGSAM) la superficie dell'asteroide Bennu, lo scorso 21 ottobre, per aspirare con una manovra decisamente originale dei campioni di suolo da riportare a Terra. L'operazione è pienamente riuscita e, anzi, la raccolta di polveri e frammenti pare sia andata ben oltre le aspettative (da programma, la NASA prevedeva di raccogliere 60 grammi di materiale), al punto che il materiale in eccesso sembra impedire la chiusura del contenitore: adesso il rischio non è più quello di avere poco materiale ma di perderlo tutto o in parte.

A 18 minuti luce da noi. Per questo motivo il responsabile della misione ha dato l'ordine di accelerare lo stivaggio dei campioni nel piccolo modulo (Sample Return Capsule) che li riporterà a Terra, un lavoro che doveva essere fatto il prossimo 2 novembre. Spiega Dante Lauretta, responsabile scientifico della missione, che «l'abbondanza di materiale raccolto ci ha suggerito che è meglio stivarlo subito, ed è quello che stiamo facendo adesso lavorando 24 ore su 24 per proteggere quanto più possibile i campioni che ci aspettiamo arrivino a Terra».

Il lavoro è complesso perché richiede una serie di operazioni, e poiché la distanza tra la sonda e la Terra è tale che vi è un ritardo di circa 18 minuti nelle comunicazioni, ogni passaggio richiede molto tempo sia per essere eseguito, sia per essere verificato. Questo perché, dopo la prima sequenza di operazioni, la sonda deve scattare delle foto da inviate a Terra, dove vengono elaborate e studiate dai diversi team coinvolti e, se tutto si è svolto nei canoni previsti, a quel punto si dà l'OK per la seconda sequenza, e così via. L'intera operazione richiederà alcuni giorni.

Ci vediamo nel 2023. Fatto ciò, e certi che tutto si è svolto nel migliore dei modi, si chiuderà ermeticamente il contenitore. Se invece si dovesse capire di avere perso troppo materiale, si potrà tentare una seconda raccolta - che da programma era stata eventualmente pianificata per gennaio. A contenitore sigillato, a marzo, quanto l'allineamento tra Bennu e la Terra sarà più favorevole, la Sample Return Capsule inizierà il viaggio di ritorno, e se tutto andrà come previsto nel 2023 avremo tra le mani materiale primordiale del Sistema Solare da studiare nei migliori laboratori del Pianeta.

27 ottobre 2020 Luigi Bignami
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