Spazio

Il protocollo della missione EM-1, che porterà Orion oltre la Luna

Prima missione complessa per Orion: nel 2018 viaggerà fino a 75.000 km oltre la Luna e ritorno, ancora senza equipaggio. Ecco come.

Sempre più vicini i primi test del nuovo razzo della Nasa, lo Space Launch System (SLS) e della nuova navicella Orion, che porteranno l’uomo oltre l’orbita terrestre, verso gli asteroidi e poi verso Marte: l'Agenzia spaziale Usa ha reso noto il programma e il protocollo del primo volo, designato con la sigla EM-1, che sta per Exploration Mission 1. Come previsto non ci sarà equipaggio: l'SLS porterà invece la Orion a decine di migliaia di chilometri oltre la Luna, in una missione che durerà circa tre settimane.

Il razzo SLS, Space Launch System: per la missione del 2018 è composto da due stadi. È invece previsto un terzo stadio, intermedio, per le missioni verso asteroidi e verso Marte.

«Una missione di preparazione, per imparare a fare ciò che finora non è mai stato fatto: portare una navicella che trasporterà uomini a una distanza mai provata finora», ha commentato Mike Sarafin, responsabile della missione.

Il lancio è previsto per il 2018. Il lanciatore, che per questo test è composto da due stadi anziché tre, partirà dalla rampa 39B del Kennedy Space Center, in Florida. Una volta in orbita terrestre, la Orion aprirà i suoi pannelli solari e verrà spinta verso la Luna dallo stadio superiore del razzo (l'ICPS, da Interim cryogenic propulsion stage): lungo il percorso verrà disseminato un certo numero di piccoli satelliti, chiamati CubeSat, che dovranno sperimentare diverse tecnologie.

Gli elementi del sistema lanciatore-capsula. © NASA
Dicembre 2014 - La capsula Orion subito dopo l'ammaraggio: il primo test di volo per la capsula che porterà l'uomo su Marte. © Nasa

Nel suo viaggio la Orion sarà supportata da un modulo di servizio fornito dall’Agenzia spaziale europea, che in questa occasione fornisce solamente il carburante per le piccole variazioni di rotta e in futuro anche aria e acqua per l'equipaggio.

Quando sarà in orbita a 100 chilometri dalla Luna, la capsula sfrutterà l'effetto fionda, ossia la forza di gravità della Luna stessa per farsi spingere fino a 70.000 chilometri di distanza dal nostro satellite.

Quindi verrà fatta tornare in orbita lunare dove, ancora grazie all'effetto fionda oltre che alla spinta dei propri razzi, imposterà la rotta per il rientro. Entrerà nell'atmosfera a 11 chilometri al secondo (40.000 km/h): la temperatura attorno alla capsula salirà fino a 2.700 °C circa, molto più di quella sperimentata durante il lancio di prova del 2014 (vedi la fotogallery qui sotto). Infine l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico, al largo della costa di San Diego.

Se tutto andrà per il meglio si aprirà definitivamente per l’uomo la strada verso le profondità del Sistema Solare.

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1 dicembre 2015 Luigi Bignami
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