Marte: paesaggi alieni e affascinanti

In orbita attorno a Marte da 10 anni, la sonda Mars Reconnaissance Orbiter continua a inviare dati preziosi per lo studio del Pianeta Rosso e per trovare i luoghi migliori dove fare arrivare le prossime missioni.

Mars Reconnaissance Orbiter (Nasa) è in orbita attorno a Marte dal 2006, tra i 250 e 316 km di altitudine, per studiare atmosfera e superficie del pianeta e identificare i più promettenti siti di atterraggio per future missioni. Le immagini che seguono sono una selezione di scatti elaborati dai dati di due strumenti di bordo, HiRISE e CRISM.

HiRISE, High Resolution Imaging Science Experiment, telescopio a riflessione. Cattura immagini a colori (RGB) e nell'infrarosso, e alla quota operativa della sonda ha una risoluzione di 0,3 metri, ossia tre volte maggiore delle mappe terrestri di Google Maps.

CRISM, Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars: è lo spettrometro che permette di interpretare la composizione della superficie e di studiare la geologia del pianeta.

4 febbraio 2009: la fotocamera HiRISE della Mars Reconnaissance Orbiter cattura un'immagine da cui i responsabili della missione hanno poi tratto questa, che mostra un'area di circa 1 chilometro di ampiezza. Ciò che si vede è l'effetto sul terreno della sublimazione (ossia del passaggio diretto da ghiaccio a vapore, senza passare dallo stato liquido) della coltre di anidride carbonica ghiacciata, fenomeno che si verifica durante la primavera di Marte. In altre regioni il risultato di questo passaggio di stato appare sul terreno con un'impronta abbastanza regolare a cui ci si riferisce come spiders (ragni), proprio in virtù della forma. In quest'area, forse a causa della morfologia del terreno, il risultato appare più caotico.

19 marzo 2014: la peculiarità di questo panorama è la scia di massi lasciata indietro da una frana scivolata lungo la parete di un canyon. La frana è relativamente recente: lo si è dedotto proprio dal gran numero di massi nella scia. Inoltre, i crateri da impatto nell'intera zona della frana sono più piccoli e meno numerosi rispetto alle zone circostanti e, infine, la topografia è più varia rispetto al terreno adiacente. La frana può dunque avere messo a nudo uno strato di terreno più vecchio di quello circostante.

15 gennaio 2015: l'immagine di un'ampia area molto luminosa nella zona più orientale della valle Marineris. L'obiettivo dello scatto è l'esame dei depositi luminosi di questa regione morfologicamente caotica, che sembra svilupparsi su diversi livelli. Alcune forme fanno pensare a fenomeni di erosione prodotti da un fluido che in qualche momento fluiva da nord verso sud, mentre la parte superiore del deposito appare come "ruvida" e comunque in contrasto con la levigata "morbidezza" delle zone circostanti.

30 luglio 2015: lo strumento HiRISE è spesso puntato verso dune di sabbia per studiare come si muovono queste formazioni sulla superficie del Pianeta Rosso. Ma le immagini forniscono anche informazioni sui fenomeni di erosione, sui venti e sul clima, sulla dimensione e sulla natura dei granelli, oltre che sulla composizione del terreno sottostante nel momento in cui si spostano.
 
In particolare, questa immagine rivela, nello spazio tra le dune, un terreno roccioso, fratturato, certamente resistente all'erosione del vento: una formazione forse originata da sollecitazioni interne del pianeta oppure dal raffreddamento di lave. Un'altra ipotesi è che possa essere un antico terreno sedimentario, forse un tempo coperto d'acqua.

10 agosto 2015: una emblematica panoramica su Ophir Chasma, la regione più settentrionale del vasto sistema di canyon della valle Marineris. La parete rocciosa mostra molti strati sedimentari, mentre il fondo è coperto di creste, sicuramente prodotte dal vento, di dimensioni intermedie tra le increspature di sabbia e le dune di sabbia. Le macchie più chiare sul fondo, che visto così sembra un braccio di mare, potrebbbero essere rocce di origine vulcanica.
 
Immagini come questa aiutano i geologi a studiare l'origine degli ampi sistemi tettonici come la valle Marineris. È tuttavia necessaria una distinzione: su Marte, la tettonica si riferisce a stress e tensioni della crosta del pianeta ed è un fenomeno diverso dalla tettonica delle placche, che sulla Terra hanno origine al di sotto della litosfera (la parte rigida esterna del nostro pianeta), nel mantello.

30 dicembre 2013 - Gli stormi di uccelli migratori e gli aerei militari spesso volano in formazione a V, una disposizione molto efficiente da un punto di vista aerodinamico perché l'apripista - ossia chi occupa il vertice della formazione - crea dei vortici d'aria che facilitano il volo di chi segue. È curioso che queste dune, fotografate nell'area della valle Mawrth, abbiano queste disposizione, frutto, si suppone, della topografia, della velocità dei venti di Marte e della tipologia di sabbia.
 
# Perché volano a "V" gli stormi di uccelli?

24 novembre 2015: la parete occidentale di una lunga depressione nella regione di Noctis Labyrinthus, ai margini del sistema di canyon di valle Marineris. La luminosità di alcune zone è data dalla jarosite, un solfato idrato di potassio e ferro comune su Marte, mentre sulla Terra è tipico di ambienti acidi, come i terreni vulcanici e alcuni depositi di minerali.
 
Il deposito di jarosite visibile qui potrebbe essere frutto di una passata attività vulcanica: lo strato di materiale polveroso scuro sopra la jarosite può infatti essere polvere atmosferica o, più probabilmente, cenere vulcanica.

5 febbraio 2016: la Nili Fossae, una regione di formazione antica e complessa lungo il confine nord-ovest del cratere da impatto Isidis, è una delle più variopinte di Marte. Sul pianeta, i colori sono omogenei, uniformati nelle tinte dalle polveri: in questo caso, però, le rocce sottostanti sono esposte - tranne dove ci sono dune di sabbia - e hanno anche diversa composizione.

Mars Reconnaissance Orbiter (Nasa) è in orbita attorno a Marte dal 2006, tra i 250 e 316 km di altitudine, per studiare atmosfera e superficie del pianeta e identificare i più promettenti siti di atterraggio per future missioni. Le immagini che seguono sono una selezione di scatti elaborati dai dati di due strumenti di bordo, HiRISE e CRISM.

HiRISE, High Resolution Imaging Science Experiment, telescopio a riflessione. Cattura immagini a colori (RGB) e nell'infrarosso, e alla quota operativa della sonda ha una risoluzione di 0,3 metri, ossia tre volte maggiore delle mappe terrestri di Google Maps.

CRISM, Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars: è lo spettrometro che permette di interpretare la composizione della superficie e di studiare la geologia del pianeta.