Spazio

Sotto un cielo di stelle (artificiali)

Si apre domani a Pino Torinese l'evento annuale che svela innovazioni e curiosità sui planetari del nostro Paese. Ma che cos'è un Planetario? Quanti ce ne sono in Italia?

Questo fine settimana si terrà l’annuale meeting dei Planetari italiani. La sede del convegno è quella di Infini.to, Planetario di Torino e Museo dell’Astronomia e dello Spazio, a Pino Torinese. È l’occasione più importante, a livello nazionale, per confrontarsi sui “teatri del cielo” presenti nel nostro Paese.

I Planetari infatti sono luoghi particolari, dove si mescolano scienza e intrattenimento, grazie a un sistema di proiezione (che si chiama appunto “planetario”) in grado di riprodurre in modo estremamente realistico il cielo stellato. Nei Planetari si fa didattica e divulgazione dell’astronomia, ma soprattutto - ed è proprio questo a renderli così speciali e amati dal pubblico - si prova la sensazione quasi magica di ritrovarsi letteralmente immersi nel cosmo, sotto uno schermo a cupola.

Gli spazi espositivi di Infini.to, Museo dell'Astronomia e dello Spazio di Pino Torinese (Torino). © Infini.to, Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio

Quanti planetari! In Italia ci sono oltre 100 Planetari, che ogni anno ospitano complessivamente 300-400.000 visitatori; molti di essi però sono di piccole dimensioni e non sempre aperti al pubblico, perché inseriti (per esempio) in strutture scolastiche.

Esiste anche una organizzazione che rappresenta i Planetari a livello internazionale: è PlanIt, l’Associazione dei Planetari Italiani che fa parte dell’International Planetarium Society, l’organismo di coordinamento mondiale di queste strutture.

Per quanto riguarda i Planetari italiani, una mappa della distribuzione di quelli principali si può trovare sul sito di PlanIt. Tra le curiosità del meeting di PlanIt di quest’anno: il tema dell’astronomia nella Divina Commedia di Dante e la presentazione, da parte di Clelia Arnaldi di Balme (conservatore di Palazzo Madama, Museo Civico d’Arte Antica, a Torino), del Planetario realizzato a metà del Settecento e attribuito a Pietro Piffetti, primo ebanista di re Carlo Emanuele III di Savoia.

Planetario (o “orrery”, come erano chiamate queste macchine che riproducono il movimento dei pianeti e della Luna) attribuito a Pietro Piffetti (Torino 1701-1777) e datato 1740-1750 circa. È in legno di noce scolpito, impiallacciato con legni pregiati e intarsiato in madreperla e avorio. © Fondazione Torino Musei - Palazzo Madama

Questo strumento meccanico, che mostra i movimenti dei pianeti fino a Saturno (Urano e Nettuno a quel tempo non erano stati ancora scoperti), era utilizzato per la didattica dell’astronomia, ed è stato recentemente restaurato dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, in collaborazione con Infini.to e con l’Osservatorio Astrofisico di Torino. Dal 21 marzo lo si può ammirare a Palazzo Madama, a Torino.

Il Cielo digitale. Nel XXI secolo, ovviamente, i Planetari sono molto diversi da quello di Piffetti. In particolare, a Infini.to si trova un moderno sistema digitale in grado di far viaggiare gli spettacoli in tre dimensioni in tutto l'Universo. E il Museo astronomico che lo accoglie è unico in Italia, con la sua architettura avveniristica che riproduce un sistema stellare binario, i suoi exhibit interattivi, i workshop e i laboratori per tutte le età, e le esposizioni di modelli di sonde spaziali e pianeti.

Meeting dei Planetari a parte, Infini.to è un luogo da non perdere per chi subisce il fascino di stelle e galassie.

19 aprile 2018 Gianluca Ranzini
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