Marte sotto osservazione

Questa fotogallery vi presenta le immagini inviate da Opportunity. Nello speciale Marte,
filmati, panorami 3D, le risposte alle domande più frequenti e le foto di Spirit e Mars Express.

La prima "mappa minerale" dal Pianeta Rosso mostra la presenza di cristalli di emanite, un minerale che si forma spesso, ma non sempre, in presenza di acqua allo stato liquido. Proprio per l'ipotizzata presenza di emanite, la zona era stata scelta per l'atterraggio. Le zone rosse e arancione sono quelle dove è presente il minerale. Nelle blu, invece, è assente. Le rocce che emergono sembrano dunque povere di emanite. E lo stesso dicasi per le zone dove gli airbag hanno rimbalzato, perché probabilmente hanno spinto in profondità i cristalli, rendendoli "invisibili".

La macchina fotografica posteriore, uno dei nove occhi del rover, ha raccolto le immagini della partenza di Opportunity. Sul suolo color vinaccia si vedono chiaramente le tracce delle sei ruote. Le prime analisi hanno confermato la presenza di emanite che si forma spesso, ma non sempre, in presenza di acqua allo stato liquido. Scarica la foto per vedere un mini filmato composto da tre immagini in sequenza.

Migliaia di piccole sfere, perfettamente arrotondate. Si trovano sul suolo del cratere esplorato da Opportunity. Le foto al microscopio confermano che si tratta del primo ritrovamento del genere su Marte. Ma cosa gli ha dato una forma simile? La prima ipotesi è che si tratti di lapilli ormai gelati di eruzioni vulcaniche avvenute milioni di anni fa. Potrebbero anche essere gocce o frammenti congelate di rocce fuse in seguito all'impatto di grandi meteoriti (chiamate tectiti). Ma l'ipotesi più affascinante è che si tratti di granelli formati dalla lenta sedimentazione di una roccia nell'acqua (in questo caso si parla di oolite). © NASA/JPL/US Geological Survey

Su Marte c'è vita. E pure intelligente! Così tanto da volerci inviare dei messaggi in codice. Come il numero 19, inciso su una roccia, come si vede nella foto (clicca sul link in basso per vedere la foto ingrandita). Particolare inquietante: la vita intelligente marziana sarebbe robotica: infatti 1 = A e 9 = I, e "AI" sta per Artificial Intelligence, ossia "Intelligenza Artificiale".
Stiamo scherzando. La foto non è ritoccata (I falsi fotografici si trovano qui), ma è un esempio di come il cervello cerca di dare un senso a forme casuali, come nel caso delle facce di pietra. Ma c'è anche chi grida al complotto: il numero è la prova che la Nasa sta girando il tutto in uno studio televisivo. E il 19 sarebbe un numero di inventario utilizzato dagli scenografi per ricordarsi la posizione delle varie rocce.

I tecnici della Nasa sono riusciti a far atterrare Opportunity al centro di un cratere del diametro di circa 20 metri. O meglio, la palla di airbag, rimbalzando sul terreno, ci è finita dentro. Una vera fortuna, perché si tratta di un sito sabbioso molto interessante per i geologi. La foto è una combinazione di immagini raccolte con diversi filtri, è non rappresenta i veri colori di Marte, sebbene ci si avvicini molto. Clicca sul link in basso per vedere tutta la panoramica scattata da Opportunity. Foto: © Nasa/JPL/ Cornell Univ.

Un'immagine ad alta risoluzione di un particolare delle rocce che affiorano dal suolo marziano a pochi metri da Opportunity. Sono alte soltanto 10 centimetri e si pensa che possano essere depositi di cenere vulcanica oppure rocce sedimentarie lasciate dall'acqua. Se così fosse, sarebbe l'ennesima conferma che nel passato su Marte, era presente l'acqua. Per questo motivo, il luogo di atterraggio è stato definito come il sogno di ogni geologo. Oltre alla presenza di presunte rocce sedimentarie, gli scienziati della Nasa sono rimasti sorpresi dal terreno del cratere che sembra essere un miscuglio di granelli di sabbia grigia e rossastra. Si preannuncia un'esplorazione ricca di scoperte che dovrebbe partire il 31 gennaio, quando Opportunity lascerà il suo nido. Foto: © Nasa/JPL/ Cornell Univ.

Cosa sono questi strani segni circolari sulla superficie marziana? Nulla a che vedere con le tracce di una qualche forma di vita superiore che abiterebbe il Pianeta Rossa, ma soltanto le impronte lasciate dagli airbag di Opportunity. Il cerchio centrale che si nota nella foto di destra è grande quanto un pallone da basket. Questo può aiutare a capire le dimensioni dei due rover gemelli, contenuti all'interno del guscio di airbag: alti quasi quanto un uomo e larghi 1 metro e 60, pesano circa 170 kg.

La prima cosa che sorprende di Tharsis Tolus, l'imponente vulcano estinto raffigurato in questa immagine digitale ottenuta dai dati della High Resolution Stereo Camera della sonda Mars Express, sono le dimensioni: è alto 8 chilometri, un vero record rispetto ai vulcani terrestri - ma non rispetto ai rilievi marziani - e ha una base di 19.375 chilometri quadrati. Caratteristica peculiare di questo vulcano è la sua travagliata storia geologica. Negli ultimi 4 miliardi di anni almeno due larghe sezioni, una sul lato orientale, l'altra sul lato occidentale, sono collassate: lo si evince dalle profonde scarpate laterali evidenziate dalla sonda dell'ESA. In viola nell'immagine, le regioni più basse, in beige e rosso le più alte.
Marte: foto, gallery, multimedia e tutte le ultime notizie dal Pianeta Rosso

Questa fotogallery vi presenta le immagini inviate da Opportunity. Nello speciale Marte,
filmati, panorami 3D, le risposte alle domande più frequenti e le foto di Spirit e Mars Express.

La prima "mappa minerale" dal Pianeta Rosso mostra la presenza di cristalli di emanite, un minerale che si forma spesso, ma non sempre, in presenza di acqua allo stato liquido. Proprio per l'ipotizzata presenza di emanite, la zona era stata scelta per l'atterraggio. Le zone rosse e arancione sono quelle dove è presente il minerale. Nelle blu, invece, è assente. Le rocce che emergono sembrano dunque povere di emanite. E lo stesso dicasi per le zone dove gli airbag hanno rimbalzato, perché probabilmente hanno spinto in profondità i cristalli, rendendoli "invisibili".