Marte? No, Utah

Arriveremo mai a costruire una base su Marte? E come sarà la vita, laggiù? Un fotografo dell'agenzia Reuters ha documentato la vita di un equipaggio della Mars Desert Research Station, una stazione scientifica che riproduce le condizioni abitative del Pianeta Rosso in uno dei luoghi più remoti e inospitali della Terra: il deserto dello Utah.

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Grazie a Curiosity, il rover marziano più "social" che ci sia, il Pianeta Rosso non sembra poi così lontano: quasi ogni giorno riceviamo foto, aggiornamenti e notizie su quello che succede sul corpo celeste che ogni cosmonauta vorrebbe calpestare.
In attesa di arrivarci davvero (qualcuno ci sta lavorando: leggi qui), il fotografo della Reuters Jim Urquhart ha documentato la giornata tipo di uno degli equipaggi che si avvicendano nella Mars Desert Research Station (MDRS), una "base marziana" sperimentale allestita nel deserto dello Utah dalla organizzazione no-profit Mars Society.

Nella foto, una "passeggiata spaziale" tra le dune rocciose del deserto non lontano dalla cittadina di Hanksville: gli equipaggi della MDRS, quando si trovano all'esterno del modulo abitativo, indossano tute spaziali, caschi, stivali, guanti, bombole d'ossigeno e dispositivi radio, per rendere la simulazione ancora più realistica.

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Costruita all'inizio del 2000, la stazione ha già ospitato più di cento piccoli equipaggi di 6 volontari per volta: geologi, astronomi, chimici, ingegneri, studenti e giornalisti sfruttano questa occasione per fare ricerca scientifica e provare a vestire, per due settimane, i panni di un astronauta.

La MDRS comprende un modulo abitativo (soprannominato "The Hab") di due piani per 10 metri di diametro, dove sono sistemate una cucina, un bagno, le docce, le cuccette dell'equipaggio, uno spazio comune per il consumo dei pasti, un laboratorio scientifico e una stazione per le comunicazioni; una serra (GreenHab) per gli esperimenti botanici; e un osservatorio spaziale (il Musk Mars Desert Observatory, nella foto) accessibile anche agli astrofili e alle scuole non direttamente coinvolti nell'esperimento.

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Il fotografo ha seguito i membri della Crew 125 EuroMoonMars B, la cui missione è appena terminata. Nella foto, il comandante dell'equipaggio, la geologa Melissa Battler, intenta a indossare la finta tuta e il finto casco spaziale: le regole della MDRS prevedono che un membro dell'equipaggio a turno rimanga all'interno dell'HAB per curare le comunicazioni con il resto della truppa e intervenire in caso di emergenza: nella solitudine del deserto dello Utah è difficile che qualcosa vada storto, ma sulla superficie inospitale del Pianeta Rosso tutto potrebbe succedere.

Il sorprendente video di un diavolo di sabbia marziano

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L'esplorazione tipo prevede il prelievo di campioni geologici dal deserto, da studiare una volta rientrati alla base. Un popolare oggetto di ricerca per geologi e biologi sono i batteri endoliti, microrganismi estremi che vivono nelle rocce limitrofe alla stazione e ottengono l'energia di cui hanno bisogno dalla fotosintesi, grazie alla luce che filtra all'interno delle pietre. La sopravvivenza di batteri terrestri in precarie condizioni di vita è sempre costante oggetto di osservazione per gli scienziati interessati a capire se Marte possa ospitare, o avere in passato ospitato, la vita.

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Una fase dell'estrazione di campioni di roccia: geologi e biologi lavorano a braccetto nello studio degli estremofili, organismi come alghe e batteri capaci di sopravvivere nelle più inospitali condizioni di vita. Cinque campioni di suolo e tre di vapore raccolti nelle vicinanze dell'MDRS hanno mostrato tracce di batteri metanogeni, che possono vivere solo in assenza di ossigeno.

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Muoversi tra le rocce bardati come astronauti non è per niente facile, ma cosa non si è disposti a fare, per amore della scienza. Le esperienze sul campo vengono sospese nei mesi estivi, perché il caldo cocente del deserto non consente di lavorare serenamente.

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L'equipaggio, formato appunto da volontari, non viene pagato per le due settimane di ricerca e deve sostenere anche le spese di trasferta fino alla MDRS. Una volta raggiunta la base, si è costretti a condizioni di vita spartane, con poca acqua, elettricità e cibo a disposizione.

Il panorama di Marte come non l'abbiamo mai visto: le foto

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L'ora del pranzo, all'interno dell'HAB: difficile osservare la stessa scena anche su Marte. La cucina è equipaggiata con fornelli a gas, frigorifero, microonde. Le scorte d'acqua sono limitate a 23 litri al giorno a persona. Per lo scarico del wc sono utilizzate le acque grigie che fluiscono dal lavello della cucina.

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Quanto sono cresciute le piante all'interno della serra GreenHab? Un membro dell'equipaggio lo verifica. Le piante qui coltivate sono soprattutto pomodori, ravanelli, carote: alcune missioni hanno dato avvio a coltivazioni idroponiche per far crescere ortaggi anche in assenza di terreno.

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Un ingegnere della MDRS lavora al prototipo di un rover marziano.

Tutto su Curiosity, il rover che su Marte ci è già arrivato

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L'analisi dei campioni di roccia raccolti in precedenza. Il laboratorio si trova al livello inferiore dell'HAB e contiene anche uno stock di reagenti e soluzioni chimiche per i vari esperimenti.

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La Mars Society, che ha come obiettivo la promozione, a livello politico, della futura esplorazione del Pianeta Rosso, ha all'attivo altri importanti progetti di ricerca, il più famoso dei quali è la Flashline Mars Arctic Research Station (FMARS) costruita sulla disabitata Isola di Devon, nell'Artico Canadese.

Marte in alta definizione in un video di Curiosity

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Il ritorno all'HAB, dopo una lunga giornata di lavoro.

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È notte, sopra alla Mars Desert Research Station: chissà se da Marte si godrà di un panorama come questo.

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Grazie a Curiosity, il rover marziano più "social" che ci sia, il Pianeta Rosso non sembra poi così lontano: quasi ogni giorno riceviamo foto, aggiornamenti e notizie su quello che succede sul corpo celeste che ogni cosmonauta vorrebbe calpestare.
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Nella foto, una "passeggiata spaziale" tra le dune rocciose del deserto non lontano dalla cittadina di Hanksville: gli equipaggi della MDRS, quando si trovano all'esterno del modulo abitativo, indossano tute spaziali, caschi, stivali, guanti, bombole d'ossigeno e dispositivi radio, per rendere la simulazione ancora più realistica.