Spazio

Marte: mai così vicino alla Terra negli ultimi 15 anni

Nelle prossime sei settimane il Pianeta Rosso si mostrerà al massimo della brillantezza: sarà infatti in opposizione e, a stretto giro, in perielio. Intanto, sulla sua superficie la visibilità è minima.

Mentre su Marte, il rover Opportunity è avvolto da una tempesta di sabbia che ne offusca completamente la visuale, per gli osservatori terrestri è il periodo ideale per ammirare il Pianeta Rosso. Fino alla fine di luglio, il corpo celeste apparirà particolarmente brillante nella volta celeste, nelle ore serali e in direzione est-sudest: questo perché mentre la Terra si prepara a transitare tra il Sole e Marte, il pianeta si troverà nel punto più vicino a noi dal 2003.

Questo passaggio ravvicinato avverrà il 31 luglio 2018, quando Marte si troverà a una distanza di 57,6 milioni di km dalla Terra: l'ultima volta che lo abbiamo avuto così vicino è stato il 27 agosto 2003 (56 milioni di km). In ogni caso Marte sarà visibile ad occhio nudo per tutto il mese di luglio, superando in brillantezza ogni pianeta o stella: i giorni di luminosità maggiore saranno tra il 27 e il 30 luglio.

Ecco perché accade. Questa finestra di osservazione privilegiata è dovuta a un fenomeno noto come opposizione perielica. Un pianeta è detto in opposizione quando la Terra transita direttamente tra questo e il Sole: dalla nostra prospettiva, Marte sorge ad est proprio mentre il Sole tramonta ad ovest. Questo avvicendamento si verifica all'incirca ogni due anni, ma nelle prossime settimane, l'opposizione (il 27 luglio 2018) cadrà appena 51 giorni prima del perielio, il punto più vicino al Sole nell'orbita di Marte. Ciò renderà il disco apparente del pianeta particolarmente grande e brillante ai nostri occhi.

Marte in opposizione: la posizione della Terra, in transito tra il Sole e il Pianeta Rosso. © Illustrazione: Nasa

Alcune più fortunate di altre. L'opposizione perielica tra Marte e la Terra si verifica ogni 15 o 17 anni, quando le orbite dei due pianeti li portano sufficientemente vicini. Come spiega la Nasa, se Marte e la Terra avessero orbite perfettamente stabili, ogni opposizione al perielio porterebbe i due pianeti al massimo della vicinanza. Accade quasi sempre: il quasi è dovuto alle influenze gravitazionali di altri pianeti (soprattutto Giove) che deformano costantemente le orbite della Terra e del nostro vicino. Inoltre, il piano orbitale della Terra e quello di Marte sono leggermente sfalsati.

Tutto questo fa sì che alcune opposizioni al perielio avvicinino la Terra e Marte più di altre. Quella di quest'anno, seppure degna di nota, non batte però il record del 2003, quando Marte in opposizione arrivò nel punto più più vicino alla Terra in quasi 60 mila anni.

18 giugno 2018 Elisabetta Intini
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