Spazio

Marte: Curiosity alle pendici di Mount Sharp

Dopo due anni e 9 km, il rover della Nasa ha raggiunto Mount Sharp. I danni subiti non dovrebbero pregiudicare la scalata.

Nei giorni seguenti la sua discesa sulla superficie di Marte, il 6 agosto 2012, il rover della Nasa Curiosity, un vero e proprio fuoristrada del peso di quasi 900 kg, inviò una serie di immagini panoramiche dell'interno del cratere Gale, 154 km di diametro (vedi Le prime foto di Curiosity). La caratteristica principale di questo bacino da impatto è l'enorme montagna centrale che si eleva per oltre 5.000 metri dal centro del cratere, Mount Sharp. Rinominato così dai responsabili della missione, il suo nome originale nella geografia marziana è Aeolis Mons: è costituito da una serie di strati sedimentari formati da materiale che si è depositato nel corso dei miliardi di anni della storia marziana.

Le pendici di Mount Sharp. Le frecce indicano le distanze, in linea retta dal punto di osservazione, di alcuni affioramenti rocciosi parte dei quali sono stati analizzati da Curiosity. Attualmente il rover si trova alla base di Mount Sharp nella zona indicata dalla freccia che segna 6.6 km. © Nasa/Jpl

INIZIA LA SCALATA. Nel corso di questi due anni, durante i quali Curiosity ha percorso una distanza di circa 9 km, i controllori di terra hanno fatto procedere il rover a zig zag, anche facendolo allontanare da Mount Sharp, indirizzandolo verso formazioni geologiche che apparivano interessanti e meritavano esami accurati.

Adesso il rover è arrivato alla base della montagna e, entro la prossima settimana, comincerà a risalire un gruppo di piccoli rilievi noti come Colline Pahrump, nella Formazione Murray, che rappresenta le pendici più basse di quella che sarà una lunga salita. Questa formazione ha uno spessore di circa 200 metri e potenzialmente rappresenta una struttura che ha un'età compresa tra qualche milione e diverse decine di milioni di anni.

Sono chiaramente visibili i danni subiti da una delle ruote di Curiosity. Dalla Nasa sono comunque fiduciosi che ciò non pregiudicherà il proseguimento della missione. © Nasa/Jpl

GOMME BUCATE. Inizialmente il team scientifico della missione, composto da circa 400 ricercatori, aveva previsto di dedicare più tempo per analizzare gli strani affioramenti osservati lungo il percorso di Curiosity.

Tuttavia c'è una crescente preoccupazione per le condizioni delle ruote del rover, che presentano numerosi fori e le lacerazioni delle lamine di alluminio di 0,75 mm di spessore che ricoprono le sei ruote (vedi in questa gallery com'è fatto il rover).

Il cratere Gale ripreso dalla sonda Mars Recognition Orbiter (MRO). È riportata la zona di atterraggio del rover (Bradbury Station Landing Point), il percorso finora effettuato (in giallo) e, in verde, le possibili zone previste per la salita su Mount Sharp. Per raggiungere la base della montagna, Curiosity ha percorso circa 9 km. © Nasa/Jpl

TERRENO ACCIDENTATO. Già dopo i primi mesi trascorsi sull'aspro suolo marziano l'usura delle ruote del rover è stata una preoccupazione costante, e il primo danno di grossa rilevanza divenne evidente circa un anno fa, lo scorso novembre, quando nella ruota anteriore sinistra apparve un enorme squarcio.

Per evitare ulteriori danneggiamenti il responsabile scientifico della missione, John Grotzinger, ha annunciato l'intenzione di reindirizzare il rover lontano dal percorso pianificato in precedenza, facendogli percorrere una via più breve su un terreno apparentemente morbido, dove sono scarsi i crateri da impatto e gli affioramenti rocciosi. Questo nuovo tragitto dovrebbe ridurre al minimo il rischio di ulteriori danni alle ruote, che tra breve verranno messe a dura prova, quando inizierà l'ascensione.

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15 settembre 2014 Mario Di Martino
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