Makemake, un pianeta nano senza atmosfera

Makemake, uno dei cinque pianeti nani finora riconosciuti dall'Unione Astronomica Internazionale, gli altri sono Cerere, Plutone, Haumea ed Eris, ha rivelato...

Makemake, uno dei cinque pianeti nani finora riconosciuti dall'Unione Astronomica Internazionale, gli altri sono Cerere, Plutone, Haumea ed Eris, ha rivelato per la prima volta i suoi segreti. Utilizzando tre telescopi negli osservatori dell'ESO in Cile, infatti, un gruppo internazionale di astronomi ha osservato Makemake mentre transitava di fronte a una stella distante e ne bloccava la luce. I dati raccolti hanno permesso di verificare per la prima volta se Makemake è circondato da un'atmosfera.

Rappresentazione artistica della superficie del pianeta nano Makemake. (ESO/L. Calçada/Nick Risinger)

L'orbita di questo gelido mondo lo porta nelle zone esterne del Sistema Solare e perciò si pensava che avesse un'atmosfera simile a quella di Plutone, ma ora è dimostrato che non è così. I ricercatori hanno anche misurato per la prima volta la densità di Makemake. Questo pianeta nano, a cui è stato dato il nome del creatore dell'umanità e dio della fertilità nei miti dei popoli indigeni dell'isola di Pasqua, ha un diametro di circa 1.500 km (due terzi di quello di Plutone) e si sposta intorno al Sole su un’orbita più ampia  di quella di Plutone, ma più vicino al Sole rispetto a quella di Eris, il più massiccio pianeta nano finora scoperto. Osservazioni precedenti hanno mostrato che Makemake è simile agli altri pianeti nani, portando pensare che la sua atmosfera, se presente, avrebbe dovuto essere simile a quella di Plutone. Il nuovo studio mostra che, come Eris, Makemake non è circondato da un'atmosfera significativa. Il team, guidato da José Luis Ortiz (Instituto de Astrofísica de Andalucía, CSIC, Spagna), ha combinato diverse osservazioni effettuate con tre telescopi dell'ESO nei siti osservativi del Cile di La Silla e Paranal - il VLT (Very Large Telescope), l'NTT (New Tecnology Telescope) e TRAPPIST (TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope) - con dati raccolti da altri telescopi più piccoli del Sud America durante il transito di Makemake di fronte a una stella lontana. "Mentre Makemake passava di fronte alla stella e ne bloccava la luce, la stella è scomparsa e riapparsa molto bruscamente, invece di affievolirsi e poi tornare brillante gradualmente. Questo significa che il pianeta nano non ha un'atmosfera importante" dice José Luis Ortiz. "Si pensava che Makemake avesse buone probabilità di aver sviluppato un'atmosfera - che non ce ne sia traccia significa che dobbiamo imparare ancora molto a proposito di questi corpi misteriosi. Scoprire per la prima volta le proprietà di Makemake è stato un grande passo avanti nello studio del ristretto club dei pianeti nani ghiacciati". La mancanza di lune di Makemake e la sua grande distanza da noi lo rendono molto difficile da studiare e il poco che conosciamo di questo corpo celeste è solo approssimativo. Le nuove osservazioni aggiungono molti dettagli ed hanno permesso di determinare le sue dimensioni in modo più accurato, mettendo dei limiti stretti alla presenza di una possibile atmosfera, e di stimare la densità (1,7 g/cm3 ) del pianeta nano per la prima volta, il che a sua volta ha permesso di dedurre che ha la forma di uno sferoide schiacciato - una sfera leggermente appiattita ad entrambi i poli - con assi di 1.430 ± 9 km e 1.502 ± 45 km, rispettivamente. E’ stato anche possibile  misurare quanta parte della luce del Sole viene riflessa dalla superficie di Makemake - la sua albedo (riflettività superficiale). L'albedo di Makemake, circa 0,77 (77%), è paragonabile a quella della neve sporca, più alta di quella di Plutone e più bassa di quella di Eris. È stato possibile osservare Makemake così in dettaglio perché è transitato di fronte a una stella - un evento noto come “occultazione stellare”. Queste rare opportunità permettono di scoprire e ottenere informazioni sulle atmosfere a volte tenui e delicate intorno a questi membri lontani del Sistema Solare e forniscono informazioni precise sulle loro altre proprietà fisiche. Le occultazioni sono particolarmente rare nel caso di Makemake, poichè questo oggetto si muove in una zona di cielo con relativamente poche stelle di sfondo. Prevedere accuratamente e osservare questi eventi non frequenti è molto difficile: è da considerarsi un importante risultato che le osservazioni coordinate, da parte di un'equipe sparsa in molti luoghi diversi del Sud America, siano state coronate dal successo.
22 Novembre 2012 | Mario Di Martino

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