Mai vista così: Venere nelle foto di Akatsuki

Il pianeta dal clima infernale - in parte trascurato dalle ultime missioni di esplorazione spaziale - mostra il suo fascino enigmatico in alcune recenti foto inviate dalla sonda giapponese. 

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Una visione globale di Venere negli ultravioletti. Si noti il contrasto tra le caotiche regioni tropicali ed equatoriali, caratterizzate da importanti perturbazioni atmosferiche, e le più calme e limpide regioni polari.|JAXA / ISAS / DARTS / Damia Bouic

La sonda giapponese Akatsuki, in orbita intorno a Venere da dicembre 2015, non fa parlare di sé come alcuni orbiter marziani, ma in silenzio sta assicurando un egregio lavoro di osservazione. Le cinque telecamere di cui è equipaggiata permettono di esplorare il pianeta nella luce visibile, nell'infrarosso e negli ultravioletti, e ci hanno restituito, nelle ultime settimane, queste spettacolari foto.

 

Venere ha un sistema meteorologico complesso quanto quello terrestre. | JAXA / ISAS / DARTS / Damia Bouic

Le immagini sono state riprocessate da Damia Bouic, fotografa e blogger di The Planetary Society, e mostrano il complesso e dinamico sistema meteorologico nell'atmosfera venusiana.

 

Dettagli delle nubi equatoriali, tropicali ed extra-tropicali del pianeta. Le tonalità rosse indicano una grande quantità di anidride solforosa. | JAXA / ISAS / DARTS / Damia Bouic

Sono in falsi colori - le tonalità sono cioè state accentuate o variate in alcuni casi, per far emergere particolari caratteristiche - ma allo stesso tempo piuttosto fedeli alle originali (che potete vedere allo stato "grezzo", qui).

 

Una banda di cirri sopra al polo sud di Venere, forse alimentata da una corrente a getto. | JAXA / ISAS / DARTS / Damia Bouic

Alcune immagini mostrano il bagliore notturno del pianeta nella lunghezza d'onda degli infrarossi, altre gli intrecci e i vortici tessuti dalle nubi nella tossica atmosfera del pianeta. Come si nota, le regioni polari sembrano meno turbolente di quelle tropicali.

 

Questa immagine sembra mostrare con grande dettaglio quello che è forse un fronte tempestoso (la zona scura e "seghettata"). | JAXA / ISAS / DARTS / Damia Bouic

La sonda Akatsuki è stata protagonista di un'odissea spaziale, prima che potesse arrivare alla meta. Lanciata il 20 marzo 2010, a dicembre dello stesso anno non riuscì ad agganciare l'orbita di Venere (i suoi motori frenanti non rimasero accesi abbastanza a lungo). Ci riprovò però con successo cinque anni dopo, dopo un lungo viaggio che la condusse fino a 80 milioni di km dal Sole.

 

Queste immagini agli infrarossi vanno intese come "negativi". Il calore emana dagli strati più profondi dell'atmosfera ed è bloccato da uno spesso strato di nubi. Le aree più "chiare" sono anche le meno spesse e le più calde. | JAXA / ISAS / DARTS / Damia Bouic

E per fortuna: se si escludono la missione dell'ESA Venus Express, del 2006, e la sonda Magellano della Nasa (ma era il 1990), negli ultimi anni il vicino pianeta è stato un po' trascurato, dalle missioni di esplorazione spaziale. L'Akatsuki sta recuperando terreno studiando - tra gli altri fenomeni - le onde di gravità del pianeta, il suo vulcanesimo, i venti, i lampi e le formazioni nuvolose.

 

Il lato notturno di Venere nell'infrarosso termico. Quello che si vede è quindi il calore notturno del pianeta. | JAXA / ISAS / DARTS / Damia Bouic

 

12 Febbraio 2018 | Elisabetta Intini