Macchie solari: ci aspetta un minimo solare lungo e profondo. Che cosa cambia per la Terra

Il ciclo solare numero 24 si avvia alla conclusione, e il ciclo 25 si annuncia debole, con una bassa attività solare e, per noi, con poca protezione da brillamenti violenti e raggi cosmici.

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Luglio 2018: il Sole senza macchie.|Nasa / Esa

La situazione di minimo solare che stiamo vivendo in questi mesi potrebbe durare anni: è quanto ha affermato un gruppo di esperti in occasione del recente Space Weather Workshop, il meeting organizzato ogni anno dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA, Usa). Se la previsione è corretta il numero di macchie solari, già ora molto ridotto, raggiungerà il minimo tra luglio 2019 e settembre 2020: poi si avrà una lenta ripresa, verso un nuovo massimo solare che dovrebbe aversi tra il 2023 e il 2026.

 

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Il ciclo solare 24 (quello che si sta chiudendo) e le prime previsioni dell'andamento del ciclo 25. | Space Weather Workshop

Sarà un minimo profondo, spiega Lisa Upton, co-presidente del Workshop: «Ci aspettiamo che il ciclo solare numero 25 sarà molto simile al 24: il suo massimo sarà abbastanza debole e sarà preceduto da un minimo lungo e profondo». I cicli solari sono designati con un numero che tiene conto dei cicli individuati a partire dal 1749, quando si iniziò a verificarne l'esistenza.

 

Il ciclo solare è come un pendolo che oscilla avanti e indietro con un periodo medio di 11 anni, durante il quale si ha un aumento e una diminuzione del numero di macchie sulla superficie della nostra stella. Non tutti i cicli sono uguali: alcuni durano di più, altri di meno, ma soprattutto alcuni vedono un numero molto consistente di macchie solari rispetto ad altri.

 

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Gennaio 2013: la regione di attività solare AR 1654, e la Terra in scala. | Nasa / SDO / HMI

 

Sul Sole, le macchie sono regioni più fredde (perciò appaiono più scure), ma sono anche le aree dove si manifesta in modo prepotente il campo magnetico solare: perché la nostra stella "funzioni" in questo modo non è ancora chiaro, ma sappiamo che c'è una relazione tra macchie e campo magnetico. Le previsioni di vari team di ricercatori, che pure hanno seguito strade differenti, concordano tutte - sulla durata del minimo (ancora non raggiunto), e sulla debolezza del ciclo 25.

 

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Cicli solari: 400 anni di osservazione dell'attività solare. | Space Weather Workshop

Il minimo di Maunder. Negli ultimi anni alcuni ricercatori hanno ipotizzato che l'attuale minimo possa dare vita a un nuovo minimo di Maunder, un periodo di minimo solare durato circa 70 anni, dal 1645 al 1715. In quell'arco di tempo sulla Terra si ebbe un periodo di freddo intenso, e ci sono degli studiosi che hanno ipotizzato una correlazione tra minimi solari prolungati e clima e un possibile prossimo crollo delle temperature terrestri.

 

L'ipotesi non trova molti sostenitori e, in ogni caso, nessuno dei ricercatori intervenuti al Workshop ha avanzato un'ipotesi di minimo tanto lunga.

Che cosa significa dire che andiamo verso un ciclo debole? Volendo fare un paragone con i fenomeni atmosferici, è come dire che avremo una stagione degli uragani "debole": vuol dire che ci saranno meno tempeste, ma anche che quando ne arriverà una sarà meglio farsi trovare ben riparati. È quello che è successo nel corso dell'attuale ciclo (il 24): è stato debole, ma con una serie di violenti brillamenti solari e forti tempeste magnetiche.

 

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24 ottobre 2014: la violenta attività solare denominata AR 2192. | Randall Shivak, Alan Friedman

 

Il punto è che la parola "debole", per quel che riguarda i cicli solari, è fraintesa: debole non vuol dire che il Sole emette meno energia, ma che il suo campo magnetico è meno intenso e perciò vi sono meno macchie solari.

La differenza tra la quantità di energia che il Sole emette quando è ai massimi e quando è ai minimi è dello 0,1% circa

Le conseguenze. La minore intensità del campo magnetico solare fa sì che la Terra venga investita di più dalle radiazioni cosmiche, dalle quali siamo invece più protetti quando il Sole emette grandi quantità delle sue particelle indotte da un campo magnetico forte. Un Sole debole, inoltre, emette una minore dose di raggi nell'ultravioletto e questo fa sì che l'atmosfera terrestre superiore si raffreddi e si contragga, riducendo il suo "sostegno" a molti satelliti e alla Stazione spaziale internazionale.

 

29 Aprile 2019 | Luigi Bignami