Luna, Giove, asteroidi: l'inizio anno delle sonde

A distanza di poche ore, quattro sonde spaziali operanti in contesti estremamente diversi hanno ottenuto risultati di eccezionale valore scientifico. Dal lato nascosto del nostro satellite ai confini estremi del Sistema Solare, ecco che cosa hanno scoperto.

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La sonda della NASA OSIRIS-REx, in orbita attorno a un asteroide potenzialmente pericoloso.|NASA JPL

Sogniamo un'era di missioni umane nello Spazio profondo, ma intanto, mentre scriviamo, il nostro sistema planetario è popolato di sonde robotiche che stanno realizzando imprese straordinarie. Per ognuna di esse potete trovare i necessari approfondimenti, ma è la visione di insieme, a raccontare il valore dell'era di esplorazione spaziale che stiamo attraversando.

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La prima fotografia scattata da Chang'E-4 sulla superficie della Luna. | CLEP

Allunaggio cinese. Nelle prime ore della mattina del 3 gennaio, il rover cinese Chang'e-4 è atterrato nel cratere Von Kármán, sulla faccia nascosta della Luna. Mai nessuno strumento costruito dall'uomo aveva toccato questa superficie, che sessant'anni fa fu fotografata per la prima volta dalla cosmonave sovietica Luna 3.

 

A differenza della faccia visibile del nostro satellite, che offre molti possibili siti di allunaggio, quella permanentemente celata è piena di zone difficili, montagnose o bucate di crateri. A rendere ancora più complesso l'atterraggio è stata la difficoltà di comunicazioni tra la Terra e un'area sempre fuori portata, supplita dall'uso di un satellite cinese "ponte" in orbita lunare, chiamato Queqiao.

 

L'Ultima frontiera. Nelle stesse ore, la sonda della NASA New Horizons ha diffuso le prime immagini di Ultima Thule, la roccia spaziale a 6,4 miliardi di km dalla Terra che potrebbe preservare dati importanti sull'origine del Sistema Solare, nonché l'oggetto più lontano mai osservato da una sonda.

 

Ultima Thule: uno strano "pupazzo di neve" a oltre sei miliardi di km da Terra. | NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Nelle foto catturate a 30 minuti dal fly-by, 2014 MU69 somiglia a un pupazzo di neve di colore rossastro (forse, per via del ghiaccio di azoto e metano che lo ricopre). Le due parti sferiche che lo compongono sembrano essersi fuse dolcemente (un contatto violento avrebbe creato una forma diversa). I dati sulla sua topografia e composizione continueranno ad arrivare per i prossimi due anni.

 

Il pennacchio vulcanico di Io evidenziato dalla linea del terminatore, che separa il giorno dalla notte. | NASA/SwRI/MSSS

Asteroide sfiorato. Intanto, OSIRIS-REx, la sonda al lavoro attorno all'asteroide Bennu, ha completato una manovra record passando a soli 1,75 km dal suo target, che è anche il più piccolo oggetto mai orbitato da una sonda: ha un diametro di soli 492 metri.

 

Eruzione extraterrestre. Sempre ieri sono arrivate le immagini che Juno, l'esploratrice di Giove e del suo sistema, ha ottenuto di Io, satellite di Giove caratterizzato dalla più vivace attività vulcanica dell'intero Sistema Solare. Per più di un'ora quattro telecamere multispettrali si sono concentrate sulle regione polari della luna, e sono state così fortunate da catturare la fuoriuscita di un pennacchio vulcanico dalla superficie. 

 

04 Gennaio 2019 | Elisabetta Intini