Luca Parmitano si prepara per una EVA

L'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) Luca Parmitano inizia i preparativi per quella che sarà la sua prima uscita nello Spazio nell'ambito della missione Beyond, il 25 ottobre.

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Gli astronauti della NASA Andrew Morgan (a sinistra) e Christina Koch vestiti e preparati con tutto ciò che servirà loro per l'EVA di 7 ore e 1 minuto, per la sostituzione delle batterie. Al centro, gli astronauti Jessica Meir (NASA, ingegnere di volo) e Luca Parmitano (ESA, comandante) li assistono nella vestizione. | NASA

In programma per il 25 ottobre, Parmitano lavorerà con l'astronauta della NASA Jessica Meir per sostituire le batterie al nickel idrogeno con le più nuove batterie agli ioni di litio, e per installare piastre di adattamento sulla struttura dell'intelaiatura P6 della Stazione Spaziale Internazionale. È questo un processo che l'amico astronauta dell'ESA Thomas Pesquet conosce bene, avendo sostituito le batterie per un altro canale di alimentazione durante la sua missione Proxima. Gli abbiamo chiesto di dirci di più su questo compito e su come l'equipaggio si preparerà.

 

Road to EVA: verso la prossima EVA di Luca Parmitano
Gennaio 2017: Thomas Pesquet prova la tuta in vista della sua prima uscita nello Spazio. | ESA/NASA

La preparazione. Nota tra l'equipaggio come EVA (Extravehicular Activity, attività extra veicolare), ogni uscita nello spazio è pianificata con un anno di anticipo. A bordo della Stazione i preparativi cominciano circa due settimane prima, con una serie di procedure denominate Road to EVA, la strada verso l'attività EVA. «Prepararsi per una passeggiata spaziale occupa 2-3 ore del tuo programma ogni giorno durante questo periodo», spiega Thomas. «Spesso l'equipaggio si dedica alla preparazione anche durante il proprio tempo libero».

 

Il grande giorno. La copertura in diretta della passeggiata spaziale di Parmitano e di Jessica Meir comincia alle 12:30 (10:30 GMT) su NASA TV, ma l'equipaggio comincerà i preparativi intorno alle 08:00. E non ci saranno doccia, rasatura o deodorante per almeno il giorno antecedente, in quanto ogni residuo di questi prodotti potrebbe mescolarsi con l'ossigeno puro all'interno della tuta spaziale e costituire rischio di incendio.

 

Gli astronauti indossano un indumento di raffreddamento a liquido sotto la tuta spaziale. Questo è collegato al sistema idrico che li tiene freschi, o caldi, facendo circolare l'acqua attorno a tutto il corpo. Indossano inoltre un sistema di monitoraggio medico e mettono un dosimetro nella loro tasca per misurare la radiazione prima di attraversare il portellone. Thomas descrive il processo all'interno della camera stagna come una "immersione subacquea al contrario", in quanto gli astronauti respirano in maniera controllata per liberare il sangue dal nitrogeno e regolare la pressione minima.

 

Road to EVA: verso la prossima EVA di Luca Parmitano
EMU: l'Extravehicular Mobility Unit è una tuta spaziale semi-rigida. | ESA

Un terzo membro dell'equipaggio, noto come Intravehicular (IV) crew member - membro dell'equipaggio interno al veicolo - è all'interno della camera di decompressione prima che venga fatto il vuoto. Questa terza persona aiuta gli astronauti con le loro maschere per l'ossigeno e ad entrare nella tuta spaziale, assicurandosi nel contempo che tutto sia stato verificato, allacciato e pronto per un'uscita in sicurezza. È questo il ruolo che avrà Luca nelle due passeggiate spaziali precedenti alla sua, quelle del 15 e 21 ottobre.

 

Road to EVA: verso la prossima EVA di Luca Parmitano
Marzo 2019: una fase dell'addestramento di Luca Parmitano al Johnson Space Center della NASA. | ESA - S. Corvaja

Fuori, nello Spazio. Prima di entrare nella camera di decompressione, continua Thomas, l'estrema concentrazione è il sentimento prevalente. «Tutti guardano, così tante persone sono coinvolte nei preparativi, ed i rischi sono molto più alti quando sei fuori dalla Stazione Spaziale», spiega Pesquet. «La sola cosa per cui veramente non puoi prepararti sono i cicli giorno/notte. Durante la notte hai soltanto la luce del tuo casco, per cui non puoi veramente vedere nulla tranne ciò su cui stai lavorando. E dal momento che lavori con il corpo orientato da tutte le parti, è facile disorientarsi. Ma sai che puoi sempre seguire il cavo a cui sei collegato fino al portellone».

 

Dopo essere usciti dalla camera di decompressione, racconta Thomas, un astronauta prepara il luogo di lavoro mentre l'altro rompe la coppia di torsione delle placche di adattamento pre-posizionate. Ciascun astronauta lavorerà poi per installare le placche di adattamento, necessarie per sostituire due batterie vecchie con una più nuova. L'uscita extra veicolare del 25 ottobre è una delle cinque in programma per ottobre. Ulteriori sono previste a novembre quando Parmitano si avventurerà nuovamente all'esterno della Stazione con il complesso compito di riparare e migliorare il cacciatore di materia oscura AMS-02 – una struttura non progettata per la manutenzione in orbita.

 

Ottobre 2019: contenuto a cura dell'ESA (European Space Agency)

 

11 ottobre 2019