Spazio

L’osservatorio solare SOHO ha scoperto la sua tremillesima cometa

Sono ormai 3.000 le comete scoperte dall’osservatorio solare SOHO. Molte di esse finiscono sul Sole o si disintegrano passando nelle sue vicinanze

Lo scorso 13 settembre l’osservatorio solare SOHO (SOlar and Heliospheric Observatory), un progetto congiunto dell'Agenzia Spaziale Europea e della NASA, ha scoperto la cometa numero 3.000, confermando e consolidando la sua posizione come il più grande scopritore di comete di tutti i tempi.

Prima del lancio di SOHO, nel 1995, solo una dozzina di comete erano state scoperte dallo spazio, mentre circa 900 erano quelle scoperte da terra. A scoprire la tremillesima cometa di SOHO è stato Worachate Boonplod, un astrofilo thailandese che esamina sistematicamente le immagini trasmesse dalla navicella, che miracolosamente, dopo 20 anni di onorato servizio, è ancora funzionante nonostante vari problemi ai giroscopi e non solo.

Il Sole, ma non solo. La scoperta di comete è un “effetto collaterale” molto interessante delle ricerche solari che sono il principale obiettivo di questa navicella collocata in uno dei punti lagrangiani (L1) a 1,5 milioni di km dalla Terra.

La missione di SOHO ha come compito principale quello di osservare il Sole e lo spazio interplanetario nelle sue immediate vicinanze al di là dell'atmosfera terrestre che blocca gran parte della radiazione solare.

Inoltre, effettua il monitoraggio continuo del flusso delle particelle elettricamente cariche che formano il vento solare, così come le gigantesche esplosioni che di tanto in tanto si verificano sul Sole e che espellono enormi quantità di materia, le cosiddette eiezioni di massa coronale, o CME (Coronal Mass Ejection). I dati raccolti da SOHO nei due decenni passati hanno aperto una nuova era di osservazioni solari, aumentando notevolmente la nostra comprensione della nostra stella.


Uno scopritore molto efficiente. Quando SOHO fu lanciato, non era previsto che avrebbe scoperto delle comete, ma una volta che le sue osservazioni sono iniziate si è rivelato un eccellente strumento per questo tipo di lavoro.

Con la chiara visione dell’ambiente circostante al Sole, SOHO con lo strumento LASCO (Large Angle and Spectrometric COronagraph) può facilmente individuare un tipo particolare di comete denominate sungrazer, cioè comete che sfiorano o passano a breve distanza dal disco infuocato del Sole.


SOHO ha un campo di vista che si estende sino a circa 20 milioni di km dal disco solare. Ci si aspettava quindi che qualche cometa sarebbe stata osservata, ma nessuno pensava che che il tasso di scoperte sarebbe stato in media di circa 150 oggetti all’anno.

La fine di una cometa


Un lavoro di gruppo mondiale. Il grande successo di SOHO come scopritore di comete è dovuto alla moltitudine di persone che analizzano i suoi dati, un possibilità aperta a tutti in quanto i dati raccolti sono disponibili al pubblico on-line in tempo quasi reale.

Numerosi astrofili in tutto il mondo si dedicano a questo lavoro nell’ambito del Sungrazer Project (http://sungrazer.nrl.navy.mil) finanziato dalla NASA. Mentre gli scienziati addetti alla missione spesso analizzano le immagini di SOHO per studiare eventi molto particolari, diversi membri della comunità astronomica scelgono di spulciare tutte le immagini in dettaglio alla caccia di nuove comete. Risultato: il 95% delle comete SOHO, spesso destinate a precipitare sul Sole o essere completamente disintegrate, è stato trovato da questi “cittadini scienziati”, persone che svolgono le più svariate professioni e che hanno la passione dell’astronomia.



Spie del campo magnetico solare. La scoperta e lo studio delle comete sungrazing possono anche aiutarci a conoscere meglio il Sole. Le loro code di gas ionizzato tracciano e rendono visibili le linee di forza del campo magnetico attorno al Sole, e agiscono come un tracciante che aiuta ad osservare questi campi altrimenti invisibili. Il campo magnetico del Sole può anche “strappare” le code delle comete, permettendo di osservare le code perdute che vengono “soffiate via” nello spazio dal flusso costante di particelle solari. Le code agiscono come gigantesche "maniche a vento" che mettono in evidenza i dettagli del movimento del vento solare.

17 settembre 2015 Mario Di Martino
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