Spazio

Il primo prototipo di stazione lunare

Inizia a prendere forma il progetto per portare in orbita lunare il trampolino di lancio per la prima missione umana verso Marte.

Sembra che il grande puzzle di impegni e tecnologie per portare l’uomo su Marte inizi a prendere forma. La NASA avrebbe infatti deciso, e forse per davvero, che prima di raggiungere il Pianeta Rosso o uno dei suoi satelliti occorre transitare da una mini stazione spaziale in prossimità della Luna, così che si possano sperimentare le tecnologie necessarie al viaggio, alla permanenza in orbita attorno a Marte e poi per la discesa.

È un progetto in due fasi: Deep Space Gateway e Deep Space Transport. Nell’ambito della prima, la NASA ha identificato la società aerospaziale Lockheed Martin per la costruzione di un prototipo in scala 1:1 di quello che sarà il modulo principale della stazione lunare.

Illustrazione: la stazione spaziale in prossimità della Luna. Probabilmente non avrà un equipaggio permanente. © NASA

La Lockheed ha fatto sapere che verrà riutilizzato il modulo MPLM Donatello (costruito in Italia), che nel periodo durante il quale gli Space Shuttle facevano da spola alla Stazione Spaziale Internazionale veniva utilizzato per il trasporto degli esperimenti scientifici e degli approvvigionamenti.

Illustrazione: Deep Space Gateway. Permetterà di sperimentare tutto ciò che è necessario per il viaggio verso Marte. © NASA

Un nuovo approccio. La trasformazione da modulo di trasporto a modello di stazione spaziale avverrà in circa 18 mesi: la funzione del nuovo Donatello sarà quella di dimostrare che è possibile avere un ambiente dove possano alloggiare astronauti per missioni di qualche settimana, o di qualche mese, e che possa restare vuoto per lunghi periodi, senza equipaggio a bordo, mantenendo tutte le caratteristiche necessarie alla sopravvivenza dell’uomo.

Bill Pratt, program manager del progetto NextStep di Lockheed Martin, mette in prospettiva gli obiettivi: «Semplificando il discorso, è "facile" affrontare i problemi quando si parla di una base come la Stazione Spaziale, così "vicina a casa". Ma quando si è per davvero lontani dalla Terra, anche una semplice telefonata alla propria famiglia assume una dimensione diversa. Con la costruzione di questo nuovo habitat dobbiamo operare con un approccio del tutto differente: è l'anteprima dei lunghi viaggi verso Marte, e dobbiamo essere certi che tutto funzioni alla perfezione».

Illustrazione: una base su Marte. Ne vedremo una, forse, nella seconda metà del secolo. © NASA

La Lockheed Martin deve anche sviluppare tutta l'elettronica e le interfacce per controllare la Deep Space Gateway, in prossimità della Luna, e sarà, questa, una vera "prima volta" per l'uso di tecnologie di realtà virtuale e aumentata in fase di progettazione.

4 agosto 2017 Luigi Bignami
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