La furia del Sole

Il Solar Dynamics Observatory (SDO) della Nasa ha ripreso un'enorme eruzione solare avvenuta il 31 agosto 2012. L'esplosione e il successivo collasso ha scagliato uno sciame di particelle nello spazio che - interagendo con la magnetosfera - ha generato una moderata tempesta geomagnetica il 4 settembre. Ecco le immagini (E I VIDEO) dell'incredibile esplosione solare.
Guarda anche: Il sole è un opera d'arte - Come funziona l'Hubble del Sole - Le più belle foto di aurore boreali

sole1sole2sole3sole5sole6sole4solelastm9flare_171_closeupcopiaApprofondimenti
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Il 31 agosto 2012 un incredibile brillamento solare è stato osservato dal Solar Dynamics Observatory, un potentissimo telescopio solare (è soprannominato l’Hubble del Sole) in orbita attorno alla nostra stella.
Quando avviene il brillamento, l’energia rilasciata – paragonabile a quella di miliardi di tonnellate di tritolo – fuoriesce sotto varie forme: soprattutto raggi gamma e raggi X, ma anche particelle come elettroni e protoni.
In questo caso l’emissione di massa coronale (detta anche CME, coronal mass ejections) non era rivolta in direzione della Terra e il flusso di particelle cariche ha influenzato soltanto parzialmente la magnetosfera della Terra, provocando spettacolari aurore a partire dalla notte del 3 settembre.

Tutto sul Solar Dynamics Observatory

Foto: NASA/Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio/SDO

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Come nascono le tempeste solari? L’origine è un brillamento, ossia un’esplosione che si produce nella fotosfera (la superficie visibile) del Sole dove la temperatura si aggira tra i 4.000 °C e gli 8.000 °C.
Molto spesso le esplosioni avvengono in prossimità di una macchia solare (aree più scure del Sole) dove il campo magnetico locale si contorce fino a spezzare le proprie linee e ricomporsi nuovamente, come si può vedere nel video più in basso, relativo proprio al brillamento del 31 agosto, ripreso in HD da SDO e da altri due osservatori solari spaziali: SOHO e Stereo.

Ma quanto sono grandi le macchie solari? Scoprilo nel blog Una finestra sull'Universo




Foto: NASA/Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio/SDO
Video: SDO/Nasa

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Sembra un ritratto alla Andy Warhol o un autoscatto realizzato con Photoboot (un software della Apple). In realtà è la stessa eplosione, o meglio espulsione di massa coronale, ripresa da SDO in quattro diverse lunghezze d'onda ultraviolette. In senso orario da sinistra in alto, le lunghezze d'onda sono: 335, 171, 131, 304 ångström.

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Quando avviene il brillamento, l’energia rilasciata – paragonabile a quella di miliardi di tonnellate di tritolo – fuoriesce sotto varie forme: soprattutto raggi gamma e raggi X, ma anche particelle come elettroni e protoni.
La velocità con cui viaggiano le particelle cariche è incredibile. Nel caso del brillamento del 31 agosto 2012 le particelle hanno viaggiato a quasi 1500 km al secondo.
A seconda dell’intensità, misurata in watt per metro quadrato, le esplosioni si classificano in 5 classi (A, B, C, M, X), dove ogni classe è 10 volte più potente della precedente. In tempi recenti l’esplosione peggiore si è registrata il 4 novembre 2003 (livello X45), ma quest’anno si sono già succedute varie esplosioni M e una di tipo X.
Quella del 31 agosto è stata classificata -preliminarmente – come un esplosione di classe media.

In questa foto sono state sovrapposte le osservazioni a due diverse lunghezze d'onda nella radiazione ultravioletta.

Foto: NASA/Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio/SDO

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Un'altra immagine che sovrappone due diverse osservazioni di SDO.

Foto: NASA/Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio/SDO

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Secondo gli esperti quest'attività solare particolarmente "violenta" non cesserà fino alla fine del 2013. Il Sole, infatti, è in una fase di attività crescente, e raggiungerà il massimo proprio in quei mesi. Per fortuna le grandi esplosioni solari (coronal mass ejections, emissioni di massa coronale) sono rare e nessuno prevede di dover fare i conti con esplosioni come quella del 1859, quando le aurore boreali vennero osservate anche sugli Stati Uniti e in Europa e il telegrafo andò in tilt.

Foto: NASA/Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio/SDO

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L'impatto delle radiazioni solari con il campo magnetico terrestre ha dato origine a una tempesta solare (o geomagnetica) classificata di moderata entità. Ciò significa che, fortunatamente, la gigantesca espulsione di massa coronale non ha investito in pieno il nostro pianeta.
Gli effetti più incredibili di questa tempesta solare sono state le meravigliose aurore boreali che hanno illuminato il cielo del Nord Europa, dell'Alaska e del Canada (guarda in questo video lo spettacolo dell'aurora polare vista dallo spazio).

Guarda anche le più belle aurore polari

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La Terra negli ultimi giorni è stata investita dalla più forte tempesta solare degli ultimi 7 anni.
Il 23 gennaio il Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA ha rilevato un'intensa eruzione solare (guarda il video di quella del 18 settembre 2011) nel corso della quale il Sole ha espulso enormi quantità di massa coronale (CME). Le particelle emesse (protoni ed elettroni) hanno viaggiato verso il nostro pianeta generando il cosiddetto “vento solare” che in sole 35 ore ha raggiunto la Terra.
L'impatto delle radiazioni cosmiche con il campo magnetico terrestre ha dato origine a una tempesta solare (o geomagnetica) classificata di moderata entità. Ciò significa che, fortunatamente, la gigantesca espulsione di massa coronale non ha investito in pieno il nostro pianeta.
Gli effetti più incredibili di questa tempesta solare sono state le meravigliose aurore boreali che hanno illuminato il cielo del Nord Europa, dell'Alaska e del Canada (guarda in questo video lo spettacolo dell'aurora polare vista dallo spazio).
Tuttavia, secondo il NOAA (l'Amministrazione Nazionale dell'Oceano e dell'Atmosfera) degli Stati Uniti le tempeste geomagnetiche possono provocare danni anche seri alle reti elettriche e alle sonde orbitanti, oltre che interferenze con i segnali GPS e le comunicazioni radio. Per i prossimi mesi si prevede un'intensificazione dell'attività solare, che secondo gli esperti raggiungerà il suo massimo nel 2013.
Guarda anche le più belle aurore polari.

Il 31 agosto 2012 un incredibile brillamento solare è stato osservato dal Solar Dynamics Observatory, un potentissimo telescopio solare (è soprannominato l’Hubble del Sole) in orbita attorno alla nostra stella.
Quando avviene il brillamento, l’energia rilasciata – paragonabile a quella di miliardi di tonnellate di tritolo – fuoriesce sotto varie forme: soprattutto raggi gamma e raggi X, ma anche particelle come elettroni e protoni.
In questo caso l’emissione di massa coronale (detta anche CME, coronal mass ejections) non era rivolta in direzione della Terra e il flusso di particelle cariche ha influenzato soltanto parzialmente la magnetosfera della Terra, provocando spettacolari aurore a partire dalla notte del 3 settembre.

Tutto sul Solar Dynamics Observatory

Foto: NASA/Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio/SDO