Spazio

La tempesta esagonale di Saturno ha cambiato colore

Nelle foto più recenti di Cassini, la curiosa tempesta sul pianeta è diventata di color oro: quattro anni fa era blu. All'origine della trasformazione, forse i cambiamenti stagionali.

La telecamera di Cassini si è soffermata nuovamente su una delle caratteristiche più affascinanti di Saturno, la tempesta esagonale che imperversa al polo nord del pianeta degli anelli. Ma dalle immagini acquisite solo poche settimane fa, a settembre 2016, balza subito all'occhio un cambio di colore: il complesso sistema di nuvole è passato dal blu del 2012 a una calda tonalità oro.

Cassini, Saturno
Il vortice esagonale di Saturno in due foto di Cassini acquisite a quattro anni di distanza l'una dall'altra. © NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute/Hampton University

Cambio di stagione. A che cosa è dovuta la trasformazione? Secondo la Nasa, il cambiamento potrebbe avere origine dall'approssimarsi della bella stagione: in particolare, da un'aumentata produzione di nebbie fotochimiche mentre il polo nord del pianeta si avvicina al solstizio d'estate, nel maggio del 2017.

Di che cosa si tratta. Il vortice esagonale del diametro di circa 32.000 km, scoperto dalla missione Voyager 30 anni fa, è una regione molto turbolenta del pianeta gassoso, un uragano perpetuo con un occhio del ciclone grande circa 2.000 km, circondato da correnti a getto che ruotano in senso opposto. Si pensa agisca come una sorta di barriera, che non permette alle nebbie prodotte al suo esterno di entrare, né a quelle interne di uscire.

buio blu. Con un anno che dura 29 anni terrestri, Saturno cambia stagione ogni 7 anni, e l'aumento di luce solare ricevuto negli ultimi tempi potrebbe spiegare il nuovo colore. Durante l'inverno polare, che sul pianeta è durato dal novembre 1995 all'agosto 2009, l'atmosfera sopra al polo nord del pianeta è rimasta libera da nebbioline fotochimiche formate dall'interazione con la luce solare, e ha guadagnato un intenso color blu.

luce oro. Dopo l'equinozio di primavera dell'agosto 2009, l'emisfero è rimasto sotto la luce del Sole, sempre più intensa in vista del solstizio del prossimo maggio, e le reazioni fotochimiche all'interno del vortice esagonale si sono fatte più intense. L'effetto barriera della tempesta avrebbe impedito alle nebbioline di sfuggire. Altre situazioni, come i cambiamenti della circolazione atmosferica al polo nord del pianeta, potrebbero avere avuto un ruolo in questa trasformazione.

26 ottobre 2016 Elisabetta Intini
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