Spazio

Le sonde gemelle Grail si sono schiantate sulla Luna

Missione compiuta: le sonde gemelle Grail sono cadute come previsto sul suolo della Luna.

Sì è conclusa nel migliore dei modi la missione delle sonde gemelle Grail, della Nasa: come previsto, i due veicoli spaziali, chiamati Ebb e Flow, sono precipitati sulla Luna, in un’area vicina al polo Nord lunare intitolata a Sally Ride, la prima donna astronauta americana deceduta nel luglio scorso e che nell'organizzazione di questa missione ha avuto un ruolo di primo piano.

Le due sonde erano giunte al termine della loro vita operativa e le scarse riserve di combustibile avrebbero reso impossibili ulteriori osservazioni scientifiche. Purtroppo il punto in cui sono precipitate le sonde si trova in ombra e non è stato possibile avere immagini.


Lanciate nel settembre del 2011 e operative da inizio 2012, le due sonde gemelle hanno permesso ai ricercatori di conoscere meglio la struttura interna e la composizione della Luna, inviando a Terra 115.000 immagini della superficie lunare. Le due sonde hanno permesso di realizzare la mappa del campo gravitazionale di un corpo celeste con la più alta risoluzione mai ottenuta (guarda le foto e la notizia). Grazie ad essa sarà possibile comprendere come si sono formati ed evoluti la Terra e gli altri pianeti rocciosi del Sistema Solare.

Grail è stata la prima missione della Nasa ad avere a bordo una telecamera completamente dedicata a raccogliere immagini da utilizzare a fini educativi, chiamata MoonKAM (Moon Knowledge Acquired by Middle School Students) e utilizzata nel programma educativo promosso dall’azienda fondata dall’astronauta, la Sally Ride Science, a San Diego.

Prima di precipitare sulla Luna le sonde gemelle hanno condotto un ultimo esperimento: 50 minuti prima dell’impatto hanno acceso i motori fino a consumare tutto il propellente rimasto nei serbatoi, in modo da fornir dati preziosi per validare i modelli utili a pianificare il fabbisogno di propellente per le future missioni di esplorazione.

Un satellite magmatico (ed enigmatico)
All’inizio della loro missione le due sonde volavano a circa 55 chilometri di quota, poi da maggio, sono state fatte scendere a soli 23 km e da fine agosto sono state fatte volare fino a sfiorare le cime più alte della Luna.
[Guarda le foto della super Luna]

Tra le scoperte di maggiore rilevanza vi è lo studio delle forti anomalie gravitazionali dovute sia alle importanti concentrazioni di magmi sotto la superficie che alle fratture che interessano la crosta, che vanno da sottilissime fessure a vere e proprie faglie che raggiungono decine di chilometri di profondità. Le cause della formazione di queste ultime sono stati gli impatti di asteroidi che, oltre a frammentare profondamente la crosta, hanno avuto l’effetto di renderla più omogenea in densità.
Un altro dato che emerge dalla missione è che la crosta lunare sembra più sottile di quanto si credesse: fra i 34 e i 43 chilometri, e non tra i 50 e i 60 come si credeva.

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Sulle sonde non c'è la spia della riserva
Ma la loro fine così spietata ha un elemento di importanza non indifferente. La due sonde «hanno acceso i loro motori finché il propellente dei serbatoi è stato esaurito completamente. Questo al fine di determinare con precisione quanto carburante è stato consumato durante quest’anno di importanti manovre orbitali. E ciò servirà a prevedere quanto carburante sarà necessario caricare a bordo di future missioni, comprese quelle umane», ha spiegato David Lehman del Jet Propulsion Laboratory della Nasa.
[In volo radente sulla superficie della Luna]

Il video
Qui sotto il video del JPL con la traiettoria di impatto delle due sonde GRAIL.



18 dicembre 2012
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