Le 9 sonde che hanno raggiunto il Sistema Solare esterno

Negli ultimi 40 anni abbiamo spedito, oltre a Cassini, altre 8 fidate esploratrici celesti oltre la fascia principale degli asteroidi. Tutte hanno svolto un egregio lavoro, e con alcune siamo ancora in contatto.

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In 20 anni di missione, Cassini ci ha consegnato un malloppo inestimabile di dati scientifici (rivedi qui le tappe del suo lungo viaggio). Ma la sonda non è stata l'unica a spingersi così lontano. Altre otto missioni sono riuscite a oltrepassare la fascia principale degli asteroidi, l'affollata regione di Sistema Solare situata tra le orbite di Marte e Giove. E alcune di esse stanno ancora trasmettendo: vediamo insieme fino a dove si sono spinte, e con quali obiettivi (qui un rendering artistico delle prime esploratrici robotiche del sistema solare: le Pioneer).

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Pioneer 10. Lancio: 3 marzo 1972. Fu la prima a varcare la cintura degli asteroidi e la prima a completare una missione verso Giove: ci arrivò alla fine del 1973, passando a 132 mila km dalle sue nubi sommitali, per poi trasmettere immagini sgranate ma ravvicinate delle quattro lune principali del gigante, Io, Europa, Callisto e Ganimede. Non è più in contatto con la Terra dal 23 gennaio 2003, per la perdita di potenza della sua radio trasmittente: si pensa che la sonda si trovi oggi a circa 16 miliardi di km da noi. Continuerà a navigare silenziosa nello Spazio interstellare, in direzione della stella Aldebaran, nella costellazione del Toro, che non raggiungerà prima di 2 milioni di anni (sempre che non arresti nel frattempo la sua corsa).

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Pioneer 11. Lancio: 6 aprile 1973. La sonda gemella della Pioneer 10 (qui prima del lancio) raggiunse Giove per seconda, circa un anno dopo la compare, e fu la prima ad avventurarsi verso Saturno e i suoi anelli. Il 1 settembre 1979 arrivò a 21 mila km dalla sua superficie, dopo aver fotografato Titano e aver quasi rischiato una collisione con una piccola luna di Saturno. Come la nave-sorella, portava a bordo una placca con un messaggio in codice indirizzato agli alieni: mostra un disegno schematico dell'uomo e della donna, dettagli sulla costruzione della sonda e sulla posizione della Terra nella Via Lattea.

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Voyager 2. Lancio: 20 agosto 1977. Negli anni '60 si scoprì che un raro e fortunato allineamento planetario avrebbe fornito l'occasione per portare una sonda a visitare 4 pianeti: oltre a Giove e Saturno, Urano e Nettuno. La Voyager 2 fu la prima, e finora l'unica, a esplorare Urano (nel 1986) e Nettuno (1989). Anche se il suo principale ricevitore radio è ko dal 1978, la sonda continua a trasmettere dati. Si trova ora a 17 miliardi di km dalla Terra e dovrebbe raggiungere lo Spazio interstellare (ossia quel misterioso ambiente che esiste tra le stelle, permeato da raggi cosmici, nubi di gas e altro da scoprire) tra qualche anno.
I 40 anni delle missioni Voyager

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Voyager 1. Lancio: 5 settembre 1977. Partita qualche settimana dopo la "sorella", seguì però una traiettoria più rapida verso Giove e Saturno, che la portò a 6500 km da Titano: da qui la sonda confermò le osservazioni della Pioneer 11, secondo la quale il satellite era ricoperto di una spessa atmosfera. Il 14 febbraio 1990, fu la prima sonda a fornire una foto di famiglia dei pianeti del Sistema Solare. Oggi si trova a 21 miliardi di km dalla Terra, l'oggetto costruito dall'uomo arrivato più lontano. A bordo ha una placca dorata con messaggi e suoni destinati a eventuali alieni dovesse incontrare lungo la strada.
I poster della Nasa che celebrano le missioni Voyager

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Galileo. Lancio: 18 ottobre 1989. Nel suo viaggio verso Giove, durato 6 anni, la sonda fu la prima a investire un arco di tempo così prolungato nello studio di un intero sistema planetario. Prima di raggiungere il gigante gassoso rivolse i suoi strumenti verso la Terra, dove osservò l'assorbimento della luce rossa operato dalla clorofilla. I suoi dati sollevarono la possibilità che la luna di Giove Europa avesse un oceano sotto la superficie. La missione è terminata con un tuffo nell'atmosfera gioviana, il 21 settembre 2003.
La storia delle sonde spaziali kamikaze

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Ulysses. Lancio: 6 ottobre 1990. La sonda robotica sviluppata da una collaborazione tra ESA e NASA fu lanciata con l'obiettivo di studiare Sole ed eliosfera solare da un'orbita molto inclinata rispetto all'eclittica (il percorso apparente del Sole nella sfera celeste). Per farlo sfruttò la gravità gioviana ed effettuò osservazioni a distanza del pianeta. Riuscì a studiare i poli del Sole e - casualmente - ad attraversare le code di tre comete (la Hyakutake, la McNaught-Hartley e la McNaught), analizzandone le interazioni con il vento solare. La missione fu poi decommissionata il 30 giugno del 2009, per una questione legata agli alti costi. Nella foto: la sonda liberata dallo Space Shuttle Discovery.

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Cassini-Huygens Lancio: 15 ottobre 1997. La grande protagonista di questi giorni e degli ultimi 13 anni di esplorazione di Saturno e delle sue lune, terminerà il 15 settembre il suo servizio tuffandosi nell'atmosfera del pianeta con gli anelli. Ci lascia una mole inestimabile di scienza, una sonda sorella - Huygens - ancora su Titano, e la certezza che i satelliti ghiacciati del sistema solare esterno siano buoni candidati ad ospitare forme di vita.
Cassini Gran Finale: lo speciale di Focus.it

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New Horizons. Lancio: 19 gennaio 2006. Poco dopo il lancio della sonda più veloce mai costruita, la sua meta (Plutone) fu declassata da pianeta a pianeta nano. Eppure il 14 luglio 2015 è iniziato il riscatto del corpo celeste: grazie alla sua esploratrice, oggi sappiamo che il mondo roccioso ha una superficie varia che ricorda piccole parti di altri corpi celesti già esplorati, una sorta di Frankenstein spaziale. Dopo il flyby con Plutone la sonda è diretta verso la sua prossima meta, una roccia spaziale della cintura di Kuiper, che raggiungerà il 1 gennaio 2019.
La geologia di Plutone in foto

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Juno. Lancio: 5 agosto 2011. A differenza delle altre sonde-esploratrici del Sistema Solare, Juno non è spinta da un reattore nucleare, ma interamente da pannelli solari. La sonda attualmente nell'insidiosa orbita di Giove, sta analizzando magnetosfera, composizione atmosferica e interno del pianeta, nella speranza di capire come si sia formato. La sua missione terminerà nel 2018: nei prossimi mesi continuerà ad essere la grande protagonista dell'esplorazione spaziale.
Le sorprese raccontate da Juno e le nubi di Giove come quadri

In 20 anni di missione, Cassini ci ha consegnato un malloppo inestimabile di dati scientifici (rivedi qui le tappe del suo lungo viaggio). Ma la sonda non è stata l'unica a spingersi così lontano. Altre otto missioni sono riuscite a oltrepassare la fascia principale degli asteroidi, l'affollata regione di Sistema Solare situata tra le orbite di Marte e Giove. E alcune di esse stanno ancora trasmettendo: vediamo insieme fino a dove si sono spinte, e con quali obiettivi (qui un rendering artistico delle prime esploratrici robotiche del sistema solare: le Pioneer).